Nessun acquirente per “I gerani” Il palazzaccio è terra di nessuno
IL DEGRADO
Un blocco immobiliare completamente inagibile che non si riesce ancora a vendere e sarà sempre più difficile farlo.
La situazione del complesso di appartamenti “I Gerani” adiacente alla circonvallazione Nord-Est sembra sempre più senza soluzione di uscita. Quello dei circa cento appartamenti, oggetto di uno sgombero importante effettuato nel 2016 viste le ripetute segnalazioni di occupazioni abusive dei locali e il conseguente lavoro per sigillare tutti gli infissi, è un problema irrisolto del quartiere Braida. A febbraio era stata fissata alla Camera di Commercio di Modena un’udienza di vendita fallimentare per una piccola parte di questo complesso immobiliare: si trattava in tutto di un lotto unico di sei bilocali su tre diversi livelli del condominio, sei cantine e sette posti auto coperti, per un totale di 337 metri quadrati. Il prezzo base era di 120mila euro che risentiva già delle riduzioni di precedenti aste andate deserte. Anche in questo caso niente da fare e con la questione Covid-19 nel mezzo tutte le udienze sono andate rallentando, per cui non esiste una nuova calendarizzazione. L’acquirente, tra l’altro, avrebbe seri problemi non solo perché gli appartamenti di questo lotto fanno parte di un complesso più ampio completamente inagibile, ma anche perché l’unico modo per accedere è passare dalla Polizia locale, la sola ad avere in possesso le chiavi per poter aprire i lucchetti alle recinzioni, posti per evitare che i Gerani tornino a essere di nuovo un centro del degrado simile a quello di via San Pietro, abbattuto per fare posto alla nuova sede dei vigili.
La pratica edilizia del condominio risale al 1995, come si legge da una relazione allegata ai documenti dell’asta: i lavori sono stati eseguiti tra il 2004 e il 2007 a più riprese con numerosi problemi da parte del costruttore che era andato verso il fallimento.
La giunta di Graziano Pattuzzi aveva acquistato in quel periodo 20 appartamenti e altrettanti garage, stipulando un contratto preliminare con un caparra e il pagamento del saldo, all’epoca fissato attorno al milione e mezzo di euro, da versare, ottenuta l’abitabilità e quindi non è mai stato pagato. Sei appartamenti invece appartengono all’Agenzia del Demanio, che li aveva presi all’asta barattandoli con delle cartelle esattoriali mai pagate. All’epoca, si apprende dall’ufficio legale del Comune, sarebbero mancati lavori per circa 600mila euro per avere l’abitabilità. Quei soldi però non arrivarono mai perché l’impresa non riuscì a ottenerli e non ci fu da parte degli istituti di credito nessuna mano tesa.
A oltre 10 anni da allora sono state introdotte ulteriori regole tra cui la stretta sulla sismica: ciò fa sì che anche chi volesse provare a riprendere tutto all’asta per chiudere il lavoro si troverebbe anche a dover intervenire su questo aspetto, rendendo l’operazione molto antieconomica. Così resta tutto nel limbo e nessuno sembra poterci fare qualcosa. Intanto la municipale verifica giornalmente gli eventuali movimenti strani: qualcuno ogni tanto segnala di persone che provano a entrare nei sotterranei o a scavalcare una recinzione, anche se rispetto a un tempo c’è moltissimo meno “movimento”. —
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