E la piscina riapre dopo nove anni
Inaugurata la struttura che sarà gestita da Appennino Sport «Centro al servizio della comunità, lo sport è aggregazione»
PAVULLO
È fatta: un caldo sabato di luglio ha restituito ieri a Pavullo, e al resto dell’Appennino, la sospirata piscina coperta che mancava da nove anni, da quando nel maggio 2011 fu dichiarata l’inagibilità del vecchio impianto. È sorta sulle sue ceneri, per un utilizzo più che mai trasversale: sportivo, ludico, di benessere, riabilitativo, per bambini, giovani, adulti e anziani.
«Vogliamo che diventi un grande luogo di comunità, di relazioni, di cui tutti abbiamo ancora più bisogno adesso dopo l’isolamento del Covid» ha rimarcato Raffaele Della Casa, presidente di Appennino Sport, la società che insieme al Comune ha realizzato l’opera (composta dal Csi, i costruttori di Sicrea e i progettisti di Archilinea) e la gestirà fino al 2033. La stessa inaugurazione è stata un grande momento di comunità, che ha riunito vecchi amministratori (gli ex sindaci Lenzini, Tedeschini e Canovi), tutta la giunta e consiglieri tanto di maggioranza quanto di opposizione (gruppo Pd al completo), forze dell’ordine e associazioni. Poi i presidenti di Provincia (Tomei) e Unione (Pasini) e tanti ospiti.
«Cercheremo di dare il top per tutti, da 0 a 99 anni» ha significativamente premesso in apertura Simona Natale, vicedirettore dell’impianto assieme al direttore Luca Tonelli. E il progettista di Archilinea, l’ingegnere Luca Bernardoni, non ha nascosto una certa emozione nel vedere realizzata la sua “creatura”: «Sono sempre stato orgogliosamente pavullese, e ho avuto l’onore di seguire un progetto come questo per la mia città: capite cosa significa per me - ha ammesso - ho tre figli che impareranno a nuotare qui, ho una comunità che si aspetta grandi cose da questa struttura e l’impegno è stato massimo».
Concretizzato in tre vasche (una in più di prima) all’interno di un ambiente “sostenibile” che è energeticamente autonomo al 75% grazie a pannelli solari e centrale a cippato. E pensato a misura di famiglia, a partire dalla scelta di dedicare due dei quattro spogliatoi ai bambini. Del resto, come ha detto Stefano Gobbi del Csi «lo sport è per sua natura elemento di comunità».
«Era indispensabile per Pavullo un impianto di questa portata» ha osservato il sottosegretario alla presidenza della Regione Davide Baruffi, ricordando i 40 milioni stanziati dalla Regione nella scorsa legislatura per gli impianti sportivi. Su questo in particolare ha dato un contributo di 500mila euro che è risultato fondamentale assieme agli 1,3 milioni della Fondazione: «Una struttura come questa è servizio e aumento di qualità della vita - ha notato il presidente Paolo Cavicchioli - per questo la Fondazione l’ha sempre sostenuta con convinzione».
Dal sindaco Luciano Biolchini un sentito grazie ai due enti, ai progettisti, alle maestranze «e ai tecnici della nostra struttura comunale, che hanno dato un’altra prova di grande efficienza. Ringrazio tutta la mia giunta per questo risultato e il Consiglio comunale». Non a caso ha voluto i due capigruppo di maggioranza (Gian Luca Vignocchi e Antonio Benassi) al suo fianco in un significativo taglio del nastro chiuso a braccia alzate. Della Casa ha avuto anche un bel pensiero di ricordo per Giordano Caselli detto Peo, l’ex gestore della piscina estiva che se non fosse scomparso nel 2017 sarebbe stato uno dei protagonisti del nuovo impianto. —
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