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il rinnovo dei vertici 

Aimag, Bassa e Carpi unite Fallisce l’asse Pd-Lega

Serena Arbizzi Francesco Dondi
Aimag, Bassa e Carpi unite Fallisce l’asse Pd-Lega

La consigliera Varianini, proposta da Mirandola, non è stata accettata dai Dem Nel patto di sindacato di venerdì l’area nord proporrà Luppi e il rinnovo di Gavioli  

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Gianluca Verasani, Giuliana Gavioli, Matteo Luppi, Mario Berni: questo il Consiglio di amministrazione di Aimag che dovrebbe essere confermato dalla prossima assemblea dei soci, che si terrà entro il 16 luglio.

Prima però, precisamente venerdì, si svolgerà il patto di sindacato nel quale la Bassa annuncerà ufficialmente la volontà della riconferma di Giuliana Gavioli nel Cda e l’ingresso di Matteo Luppi.

Alla fine vince l’ala più intransigente, quella che “il partito viene prima di tutto”. Non è riuscita alle colombe la mediazione e il Consiglio di amministrazione di Aimag continuerà ad essere a trazione centrosinistra. Con buona pace di Mirandola, socio secondo soltanto a Carpi per numero di quote, che non potrà inserire la manager di consolidata esperienza Vittoria Varianini nel board. I sindaci dell’area nord disposti a trattare con Mirandola, nelle ore scorse, si sono riallineati. Come affermano alcuni di questi infatti, Varianini sulla carta avrebbe avuto tutte le qualità per essere un’ottima consigliera. Tuttavia, «è bastato inserire il suo nome su Google - confida un sindaco della Bassa - per accorgersi che, lo scorso anno, è stata candidata nella lista civica a sostegno dell’attuale sindaco leghista di Mirandola, nonostante fosse stato presentato come un nome apolitico». Inoltre, afferma un altro primo cittadino dell’Area nord, «Varianini è bravissima nel sistemare i conti delle società e le rende troppo appetibili alla vendita: cosa che noi non vogliamo succeda con Aimag».

Naturalmente, anche la Mirandola-exit ha un peso: la vicinanza al Carroccio della manager di lungo corso ha fatto alzare ulteriormente le barricate per la decisione della città dei Pico di uscire dall’Ucman. E così il patto tra il Pd del distretto carpigiano e alcuni dem della Bassa ha avuto la meglio rispetto a coloro che su Aimag cercavano una pacificazione politica anche alla luce dell’esporsi di Mirandola a sostegno della multiutility nel piano di scalata a Unieco Ambiente.

Detta in altre parole: c’era chi non voleva portare la contrapposizione politica in azienda, divenuta invece terreno dove misurare la compattezza dei Dem.

Mirandola, invece, non potrà fare altro che accettare e allinearsi alle strategie definite da altri anche per questioni economiche: esprimere un voto contrario nel patto di sindacato significherebbe infatti esporsi al pagamento di una sostanziosa penale (definita in base alle azioni detenute che per Mirandola vale circa 750mila euro) e l’esclusione dallo stesso patto. Una situazione che renderebbe ancora più isolata la città dei Pico e porterebbe ad un paradossale scenario visto che la sede dell’azienda è proprio a Mirandola. Di fatto, quindi, Mirandola, ma anche San Felice, saranno esclusi dalle nomine in Aimag.

Tra le figure di vertice per cui si prefigura il rinnovo dell’incarico c’è Davide De Battisti, direttore operations della multiutility.

Non è più consulente di Aimag, invece, Chicco Testa: una volta giunto a scadenza il contratto, non è stata rinnovata la collaborazione.

Tra i sindaci era inoltre circolata l’ipotesi di introdurre la figura del consigliere delegato, da affiancare ai cinque dei Cda. Ma si è convenuto che esistono già numerosi ruoli di vertice per introdurre anche questo. —



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