«Settore edile determinante Serve rigenerare le città»
«L’inefficienza dell’amministrazione pubblica ci sta stroncando: è necessario semplificare e pagare i debiti alle imprese. Le gare di appalto sono una garanzia»
L’imprenditore modenese Stefano Betti la settimana scorsa è stato confermato presidente di Ance Emilia Romagna fino al 2024. Ance è l’associazione che nell’ambito di Confindustria riunisce i costruttori del settore edile.
Il tema della ripartenza del settore delle costruzioni nel periodo post Covid-19 è al primo posto nell’agenda del nuovo mandato di Betti.
«La grandissima parte dei cantieri - dice Betti - è rimasta chiusa per due mesi, da inizio marzo a inizio maggio, con perdite di fatturato che si stimano al momento tra il 20 e il 25%. In un contesto estremamente complesso come quello attuale il nostro settore è sempre più strategico per rilanciare l’economia dell’Emilia-Romagna. Da sole le costruzioni rappresentano oltre il 20% dell’economia regionale ma coinvolgono una filiera lunga che tocca l’80% dei settori economici, generando direttamente ricchezza sui territori».
Il lock down ha però portato con sé nuovi problemi nell'interazione tra le imprese del settore e la pubblica amministrazione: «Lo smart working negli uffici pubblici, senza un vero precedente processo di digitalizzazione, ha creato e sta creando problemi di efficienza dell’amministrazione e ha aggravato la situazione esistente. Per ripartire davvero bisogna avviare subito un piano attuabile di efficienza della amministrazione pubblica».
Il programma di lavoro del presidente Betti parte da richieste urgenti: «Nel mandato precedente abbiamo collaborato in modo proficuo con la Regione e gli enti locali, con un ruolo di interlocuzione di primo piano su temi centrali come la Legge regionale 24 sull’urbanistica, la ricostruzione post sisma e l’housing sociale - ricorda Betti - Il Programma di mandato della Giunta regionale punta su uno sviluppo che metta al centro i 17 obiettivi di sostenibilità dell’Agenda Onu 2030; ben 15 di questi toccano attività e politiche che riguardano il settore delle costruzioni. Ci auguriamo, anche partendo da questo terreno comune di lavoro, di proseguire la positiva collaborazione con gli enti locali e di trovare ascolto e risposte su questioni annose. Mi riferisco al problema del credito che attanaglia le nostre imprese da anni: chiediamo con forza che la pubblica amministrazione onori i propri debiti con il pagamento dei lavori pubblici».
«Attendiamo di vedere nel dettaglio - aggiunge Betti - le misure contenute nel decreto Semplificazioni. Leggiamo che si sta pensando ad appalti senza gara: noi crediamo che la gara sia una garanzia di trasparenza e concorrenza per tutti. Vanno inoltre ripristinate le regole, perché non possiamo vedere che per completare un'opera si nomina ogni volta un commissario. Oggi più che mai non sono più accettabili 16 anni per realizzare un'opera pubblica o 5 per un'opera di manutenzione o messa in sicurezza del territorio. Non sono più tollerabili 11 passaggi autorizzativi ogni anno per approvare contratti di programma che restano poi lettera morta. Occorrerebbe investire in infrastrutture i 130 miliardi inutilizzati nelle casse dello Stato: questo significherebbe contribuire a creare 2 milioni di posti di lavoro in tutta Italia grazie agli effetti positivi su una filiera lunga».
C’è il tema della rigenerazione sostenibile delle città.
«La rigenerazione urbana sostenibile vogliamo che diventi strumento e incentivo concreto perché le città sono il luogo dove si gioca il nostro futuro. Riconoscere la pubblica utilità della rigenerazione è il primo passo per realizzarla, iniziando davvero a risolvere i problemi del degrado, dell'inquinamento e delle strutture obsolete. Bisogna demolire e ricostruire, secondo un programma ben chiaro. E gli interventi di ecosisma bonus al 110% possono rappresentare un volano importante per il nostro settore e per la lunga filiera che traina - afferma Betti -Tutto dipenderà però da come i decreti attuativi metteranno a terra quella che è sicuramente una buona intuizione». —
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