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Mirandola Il biomedicale subissato di ordini dall’America al Medio Oriente

Francesco Dondi
Mirandola Il biomedicale subissato di ordini dall’America al Medio Oriente

Bonaccini visita il tecnopolo di Mirandola. Giuliana Gavioli (B Braun): «Mesi molto duri. Presto ci fermeremo per le ferie

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MIRANDOLA C’è un distretto che continua a viaggiare ad altissima velocità: è quello del biomedicale, capace di attirare attenzioni, consensi e soprattutto ordinativi da tutto il mondo. Perché negli uffici commerciali non si percepisce alcuna tregua, il Covid rimane un’emergenza come certificano le richieste che quotidianamente giungono dalle Americhe e il Medio Oriente.

Però c’è un momento in cui bisogna sapersi anche fermare, per respirare, per concedere a tutti - manager e lavoratori - la possibilità di riposarsi. «Abbiamo chiesto uno sforzo enorme a chi lavora con noi - ammette Giuliana Gavioli, direttore servizio quality management e regulatory affairs di B. Braun - Da gennaio a oggi abbiamo vissuto a ciclo continuo sui tre turni per rispondere alle richieste che ci arrivavano ma presto arriverà il momento di fermarsi. Lo faranno anche aziende più grandi di noi, ne ho sentite parecchie che fermeranno per un paio di settimane la produzione.

Una scelta che permetterà anche di procedere con quella manutenzione necessaria a garantire certi standard qualitativi. Altri invece hanno scelto di lavorare anche in estate ma sono soprattutto imprese del mondo della chirurgia e quindi hanno smaltito le ferie nel periodo primaverile quando gli ambulatori e le sale operatorie erano praticamente ferme. Sono stati mesi molto complessi, dobbiamo però prendere coscienza che la pandemia non si è ancora conclusa, lo possiamo garantire perché abbiamo contatti costanti con il resto del mondo».

La dottoressa Gavioli osserva i numeri che certificano un volume di affari enorme. «C’è chi ha raddoppiato la produzione e assunto tantissimi addetti - spiega - Ed è giusto così. Assunzioni che però non bastano, facciamo davvero fatica a trovare personale adeguato alle nostre produzioni. Mi spiego meglio: abbiamo bisogno di tecnici capaci di conoscere i macchinari che utilizziamo, la specializzazione è altissima ed è doveroso abbia certi standard se vogliamo continuare a far parlare di un distretto mirandolese tra i più importanti al mondo».

A omaggiare un distretto capace di uscire più forte e strutturato dal terremoto e ora ancora più indispensabile alla salute mondiale, ieri è arrivato il presidente Stefano Bonaccini. Lo ha fatto con l’assessore al Lavoro e allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla in occasione dell’inizio del cantiere di ampliamento del tecnopolo. Tecnopolo “Veronesi” che negli ultimi mesi ha avuto un ruolo chiave nelle certificazione delle mascherine con oltre 800 domande da parte di aziende, istituti e soggetti pubblici e test su più di 300 materiali. Bonaccini ha visitato i vari laboratori che presto si amplieranno, ha ascoltato gli specialisti che sinteticamente gli hanno illustrato sperimentazioni e progetti ed infine ha tracciato la nuova strada.

«Questa terra non deve produrre mascherine in futuro perché significherebbe ridursi all’irrilevanza. Noi non possiamo fermarci, ma dobbiamo puntare a sviluppare ancora di più, a raggiungere livelli tecnologici sempre più elevati. La terra dei motori, della ceramica, del biomedicale ha il dovere di essere sempre un passo avanti. Ma per attrarre bisogna essere attrattivi e sapersi far conoscere», ha lasciato come monito a Roberto Zani, Presidente di Fondazione Democenter. «Proprio la capacità di tenere in rete i migliori poli della conoscenza tra università, centri di ricerca, laboratori, con le nostre imprese - ha aggiunto l’assessore Colla - contribuisce a fare del comparto biomedicale di questo territorio uno dei presìdi più avanzati al mondo. La competitività e l’attrattività passeranno sempre di più in futuro attraverso i saperi e la capacità di innovare». 

Ad accogliere Bonaccini c’erano numerosi imprenditori del biomedicale, il rettore dell’università Carlo Adolfo Porro, la presidente della Fondazione Cassa Risparmio di Mirandola, Giorgia Butturi, il sindaco Alberto Greco, il deputato Guglielmo Golinelli e i primi cittadini di Medolla, Cavezzo e San Possidonio oltre a Palma Costi.
 

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