Cms, holding in concordato ma l’impresa non si ferma
Nei giorni scorsi è stata aperta la procedura di concordato con riserva per Cms, realtà produttiva conosciuta per la produzione di costruzioni meccaniche con stabilimento a Marano. Cms vanta 45 anni di attività e nel 2013 aveva raggiunto i 100 milioni di fatturato. La richiesta di concordato a prima vista ha destato curiosità per un’azienda molto conosciuta,a partire dall’imprenditrice Elena Salda, nota anche per l’impegno in Confindustria. Curiosità dovuta al fatto che già tre anni fa l’azienda aveva richiesto il concordato in seguito a investimenti in Cina, dove era stato aperto uno stabilimento, che non avevano avuto il successo auspicato.
La procedura di concordato aveva consentito la continuità aziendale e l’avvio di un processo virtuoso che ha portato l’azienda a intraprendere un percorso di ripresa dopo i momenti di difficoltà. «I mesi trascorsi sono stati veramente difficili e carichi di tensione per la mia famiglia e per tutta l’azienda - aveva dichiarato nell’aprile 2018 Elena Salda, vicepresidente di Cms - Credo tuttavia che il risultato raggiunto, con questo voto così favorevole, debba essere per tutti noi un segnale forte di fiducia e di rinnovata energia». Il riferimento al voto favorevole riguardava l’approvazione da parte dei creditori del Piano industriale presentato dall’azienda per continuare l’attività produttiva. Ora va spiegata la nuova richiesta di concordato, che in realtà non riguarda direttamente la società Cms ma il Gruppo Cms, vale a dire la holding di Modena che controlla la stessa azienda oltre a un’attività immobiliare e alcune partecipazioni. È un passaggio tecnico che non va a inficiare l’attività aziendale e il suo percorso di rinascita che, sulla base delle relazioni semestrali e delle prospettive imminenti, sta proseguendo secondo il Piano industriale. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google