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Covid - 19 a Modena, i sindaci modenesi e i dati in aumento: «Ci stiamo rilassando Virus ancora pericoloso»

Covid - 19 a Modena, i sindaci modenesi e i  dati in aumento: «Ci stiamo rilassando Virus ancora pericoloso»

A tu per tu con i sindaci di Modena, Carpi, Castelfranco Sassuolo, Finale, Bomporto, Sestola per fare il punto di fronte al ritorno dei contagi e dei ricoveri  Il sindaco Muzzarelli: «È umano dopo mesi duri, ma non vanifichiamo gli sforzi» Vaccino influenzale: 1,2 milioni di dosi, 20% in più del 2019. Si inizia ad ottobre TESTI DI ARBIZZI, BALUGANI, GARDINALE


 

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«Non si può sprecare ora tutti i sacrifici fatti fino ad oggi». Parola dei sindaci della provincia di Modena, destra o sinistra non fa differenza, il messaggio è unanime di fronte ai positivi e ai ricoveri che crescono: «L’aumento dei nuovi casi non si può sottovalutare. Non possiamo rischiare di fermarci ancora, quindi rispettiamo le regole e andiamo avanti con giudizio, come sappiamo fare tutti».

 
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Gian Carlo Muzzarelli: «Sono le persone che fanno la differenza».
 
«Sono le persone che fanno la differenza». Una frase pronunciata dal sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli che sintetizza il ruolo fondamentale che ognuno di noi ha nel limitare l’epidemia. Le regole sono state emanate, sono così chiare da ormai essere diventate un mantra, ma se non vengono rispettate sono inutili.
 
Negli ultimi dieci giorni, dopo settimane di flessione, il Coronavirus ha rialzato la testa nel territorio modenese, tanto da spingere il direttore della Sanità pubblica Davide Ferrari, a definirsi “preoccupato” per l’andamento dei contagi.
 
«Il virus non è sparito, è ancora in mezzo a noi e l’aumento dei contagi degli ultimi giorni lo conferma», gli fa eco Muzzarelli. Preoccupano soprattutto i sintomatici, cioè coloro che hanno contratto il virus e mostrano sintomi evidenti della malattia, a volte così intensi da necessitare il ricovero in ospedale. In meno di 10 giorni, anche per la spinta del focolaio mantovano, si è passati da 5 positivi costretti al ricovero ai circa 20 di ieri. Un dato che si è moltiplicato per quattro, a testimonianza ancora una volta di come le escalation del virus siano sempre esponenziali. 
 
«È un dato che non deve essere preso sottogamba, bisogna continuare a comportarsi tutti con responsabilità – prosegue Muzzarelli - Lo avvertiamo che c’è un calo di attenzione, ci stiamo rilassando dopo mesi di tensione. È umano. Ma non dobbiamo commettere l’errore di abbassare la guardia: il virus può essere ancora molto pericoloso e una ripresa dei contagi porterebbe a vanificare gli sforzi fatti fino a ora».
Gli enti locali e la sanità non mollano la stretta: «Con i vertici delle Aziende sanitarie abbiamo condiviso la necessità di mantenere in questa fase una struttura operativa per intervenire rapidamente nell’individuazione di eventuali focolai, predisporre indagini epidemiologiche e attivare tutte le procedure necessarie per circoscrivere le situazioni di potenziale rischio. Garantendo, nello stesso tempo, la piena operatività delle strutture di assistenza».
 
Muzzarelli non vuole che però passi solo un messaggio di pessimismo: «Ma la cosa importante è che ai cittadini arrivi un messaggio chiaro e coerente. Modena è ripartita, ma stiamo convivendo con il virus e dobbiamo essere rigorosi nel rispettare le norme di prevenzione: dall’uso della mascherina alla pulizia delle mani, fino al distanziamento fisico. E di fronte ai primi sintomi, evitiamo di avere comportamenti che possano risultare pericolosi per gli altri. Le imprese hanno riaperto sulla base di precisi protocolli di sicurezza che bisogna continuare a rispettare. Stiamo proponendo un calendario di appuntamenti di cultura e spettacolo che può contribuire a ridare vitalità alla città, ma sempre nel più rigoroso rispetto delle norme di sicurezza. Che è anche la filosofia di “Tavolini sotto le stelle”: ampliare i dehors per offrire spazi organizzati e distanziati a chi vuole tornare a vivere la città, evitando il più possibile il rischio di assembramenti. Ma poi sono le persone che fanno la differenza».
 
IL VACCINO ANTINFLUENZALE

 

La Regione nel frattempo continua a programmare il futuro con grande attenzione al periodo dell’autunno-inverno. L’obiettivo dell’ente è anticipare l’avvio della campagna anti-influenzale ai primi di ottobre, con 1,2 milioni di dosi, un 20% in più disponibili rispetto agli anni passati. Percentuale, questa, che può essere incrementata di un ulteriore 20% in caso di necessità. L’assessore alla Salute Raffaele Donini è già all’opera: «In un periodo in cui non è possibile escludere una circolazione congiunta di virus influenzali e Sars-Cov-2, riteniamo fondamentale il ruolo della campagna per la vaccinazione antinfluenzale 2020/21- sottolinea - Per questa ragione, condividiamo pienamente le indicazioni ministeriali che ribadiscono l’importanza della vaccinazione antinfluenzale a tutti i soggetti target, anche per semplificare la diagnosi e la gestione di casi sospetti, vista la sintomatologia simile tra

influenza e Covid-19». 

CARPI

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Alberto Bellelli: «Ora possiamo usare più strumenti nella lotta al virus»

«Questo periodo, che mi piace chiamare fase della responsabilità, lo affrontiamo con strumenti che fino a soltanto pochi mesi fa non avevamo. Ciò farà si che il virus abbia meno possibilità, ma dipende da noi e dalla responsabilità di ciascuno».
Il sindaco di Carpi Alberto Bellelli di fronte all’innalzamento dei contagi non ha dubbi: serve un’azione collettiva di responsabilità. Serve ricordare quello spirito manifestato nelle settimane più difficili.
«Noi abbiamo vissuto il lockdown durante il quale la vera sfida era non ammalarsi tutti insieme - prosegue Bellelli - Se tutti ritornassimo indietro di qualche settimana ci ricorderemmo lo spirito di squadra e il rispetto delle regole che ci ha consentito di uscire dalla fase più stringente del lockdown. Lo stesso spirito ci deve fare dire: quello che avviene è tutta responsabilità nostra. Trovo equilibrato lo scenario tracciato ieri dal dottor Ferrari: il nostro modo di vivere cambia insieme alla convivenza con il virus. Oggi andare al lavoro o a fare l’aperitivo sono una conquista. È stato il risultato di un’esperienza collettiva in cui tutti abbiamo lavorato per lo stesso risultato. E sono d’accordo che sarà veramente finita quando verrà trovato il vaccino». «In autunno - conclude Bellelli - quando si riaffaccerà l’influenza, si dovrà essere in grado di distinguerla dal Covid oppure da altre patologie. Analizziamo questa situazione con strumenti che non avevamo prima. Ora si parla, infatti, di convivenza con il virus. Di solito, scegliamo con chi convivere: stavolta non è possibile». —

 

SASSUOLO

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Gianfrancesco Menani «Noi e il Covid-19 dovremo convivere: la guardia resti alta»

Oggi abbiamo registrato un nuovo “zero” sia nella casella dei contagi, sia in quella dei decessi, ma bisogna tenere alta la guardia». A dirlo è Gianfrancesco Menani, sindaco di Sassuolo, che commenta così le nuove preoccupazioni a livello provinciale e regionale per la comparsa di alcuni focolai di Covid-19. «Da una parte c’è un po’ di apprensione per questi focolai - commenta il primo cittadino - ma allo stesso tempo fa ben sperare il fatto che si tratti di fenomeni circoscritti, e quindi sotto controllo». Detto questo, Menani ricorda che «molto probabilmente dovremo convivere con questo virus, anche se rispetto a febbraio sono cambiate alcune cose: oggi lo conosciamo, e sappiamo come comportarci e tutelarci». Una consapevolezza che, ricorda il sindaco di Sassuolo, rappresenta un’arma in più per affrontare un nemico che oggi è tutt’altro che debellato.
Tra i problemi aperti, resta quello del calo di tensione attorno alla malattia, che ha portato molti cittadini a mettere da parte mascherine e distanziamento: «Non si può negare che un po’ di allentamento ci sia stato - aggiunge Menani - in particolar modo per quanto riguarda i giovani. Una situazione comprensibile, dal momento che parliamo di una realtà in cui ci sono quasi sempre zero contagi e, anche se è fondamentale tenere ben presente che il virus non è scomparso». Come comportarsi, allora? «Bisogna trovare un punto di equilibrio - chiude Menani - pensando positivo, ma tenendo alta la guardia e adottando tutte le precauzioni necessarie. Insomma, cerchiamo di riprenderci la nostra normalità, ma senza allentare l’attenzione». —

CASTELFRANCO

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Gianni Gargano:«Preoccupato no, attento e determinato sì» 

«Preoccupato no, attento e determinato sì». Così Gianni Gargano, sindaco di Castelfranco, sta seguendo gli sviluppi delle ultime settimane in materia sanitaria. «Il nostro territorio è fortunato - sottolinea - perché abbiamo il rapporto tra popolazione e casi più basso della provincia. Il merito è dei nostri cittadini che con attenzione rispettano le norme. Non abbiamo un caso a Castelfranco da circa un mese, il che ci conforta ma non ci fa abbassare la guardia. L’amministrazione comunale continua a spronare la popolazione all’utilizzo delle mascherine e del gel, oltre che a mantenere il distanziamento sociale. L’attenzione è talmente alta che come già fatto in precedenza, qualora si dovessero palesare delle situazioni di criticità immediatamente si interviene per circoscrivere la situazione in accordo con tutti gli enti preposti». Un piccolo allentamento nel rispetto delle norme c’è: «Una flessione dell’attenzione c’è, soprattutto nell’utilizzo della mascherina. Per questo il nostro sforzo deve essere sempre costante nel proseguire a spronare le persone ad utilizzare tutti i dispositivi. Tutti insieme dobbiamo mantenere alta l’attenzione, altrimenti si dovranno prendere provvedimenti. In tal senso un grande lavoro lo stanno facendo i commercianti che sono sempre molto attenti nel ricordare ai propri clienti le norme. La collaborazione del sistema commercio è molto alta: gli operatori hanno compreso di essere sentinelle di un sistema più ampio. Ma tutti abbiamo un ruolo di proselitismo. Come detto, non sono preoccupato, ma molto attento e determinato nel seguire l’evolversi di questa fase, quella in cui stiamo di fatto convivendo con il virus». —

FINALE

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Sandro Palazzi «Peggio alle spalle La curva epidemica non può rialzarsi»

«Rispetto a due o tre settimane fa vedo più persone, specie all’aria aperta, senza mascherina; mentre nei locali al chiuso il rispetto è ancora rigoroso». Il sindaco di Finale Emilia, Sandro Palazzi, è tutto sommato tranquillo di come si sta evolvendo l’estate del Covid: «Certo i ragazzi - ammette il primo cittadino - sono un po’ meno consapevoli e meno responsabili, se così si può dire: è la fascia di popolazione che in pratica non si è ammalata. Vedo gruppi di ragazzi che girano senza mascherina e non credo che mantengano le distanze».

Palazzi si sente tranquillo: «A Finale abbiamo avuto l’ultima guarigione il 2 giugno. Da allora non si sono più verificati casi. Non c’è più quell’affanno a controllare costantemente i dati. Io sono ottimista, sono uno di quelli più propenso ad aprire. Credo che ormai abbiamo passato la parte più dura, la curva non può rialzarsi più di tanto perché ormai negli ospedali, pur senza vaccino, la terapia è stata individuata. E soprattutto, con il fatto che vengono individuati subito i nuovi contagiati, siamo più tranquilli perché c’è la possibilità di uscirne indenni».

Dove, invece, Palazzi ritiene necessario mantenere un livello altissimo di attenzione sono le strutture per anziani: «Nelle case protette per anziani bisogna tenere un comportamento molto attento e dare particolari controlli. Occorrerebbe personalizzare molto le riaperture. Certi settori andrebbero riaperti, in altri, quelli che riguardano gli anziani, serve più cautela per non aggravare nuovamente la situazione». —

BOMPORTO

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Angelo Giovannini «Bastano solo alcuni che si credono furbi per fare danno»

«Bomporto non ha nuovi casi di positività ma in provincia di Modena tra ieri e oggi se ne sono registrati 12; e 3 di questi sono a pochi chilometri da noi, nel nostro distretto».
Così due giorni fa il sindado di Bomporto Angelo Giovannini scriveva su Facebook lanciando un accorato appello ai suoi concittadini sul tema Coronavirus e ripresa dei casi. Chiedendo una maggiore attenzione e un maggior rispetto delle norme da parte di tutti. «Qualcuno scriverà anche sotto questo post “no allarmismi” ma i dati, a livello nazionale, regionale e anche provinciale, lo dicono chiaramente: l'emergenza sanitaria non è finita ! Cosa ci vuole a capirlo?».
Il sindaco di Bomporto si rivolge a tutta la cittadinanza: «Ragazzi, adulti, anziani... riguarda tutti! Dobbiamo accettare il fatto che serve ancora proteggere se stessi, i propri familiari e tutti gli altri intorno a noi osservando le poche regole ancora importanti: portare la mascherina, stare a un metro di distanza anche quando si è in compagnia e ci si diverte, igienizzarsi spesso le mani... non è difficile, né da capire né da fare, ma è indispensabile per non tornare alla chiusura dei mesi scorsi. Attenzione, davvero, vale per tutti... la disattenzione o l'indifferenza di oggi possono costare molto caro, oltre all'aspetto sanitario pensate cosa vorrebbe dire dover chiudere di nuovo attività commerciali e aziende... perdita di posti di lavoro, urgenze sociali, drammi personali e familiari - conclude il sindaco Giovanini - Dipende da noi, tutti noi.. basta qualcuno che si sente superiore o più furbo per fare danno !».

SESTOLA

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Marco Bonucchi «Cittadini sempre ligi Ma in questa fase serve più attenzione»

«Per fortuna noi non abbiamo avuto grossi problemi anche nel periodo più difficile dell’epidemia, ma questo non significa che l’attenzione non debba essere massima anche oggi». Marco Bonucchi, primo cittadino di Sestola, invita alla prudenza alla luce dei nuovi focolai di Coronavirus comparsi in Emilia Romagna e in tutto il Paese. Ma come si stanno comportando i cittadini di Sestola e i turisti che stanno iniziando ad arrivare? «Devo dire che i miei cittadini sono sempre stati molto ligi e attenti - spiega - sia per quanto riguarda le norme sul distanziamento, sia per l’utilizzo delle mascherine. Penso anche ai tanti commercianti del paese - incalza Bonucchi - dai baristi ai ristoratori e gli albergatori - che hanno sempre prestato grande attenzione a questi aspetti. Ora, però, con la partenza della stagione estiva e con l’arrivo dei turisti, bisogna alzare il livello dell’attenzione e raccomandare l’utilizzo della mascherina, anche perché il rischio di assembramenti è maggiore».


L’obiettivo, insomma, è quello di «riprendere a fare le cose di prima, cercando allo stesso tempo di mantenere una serie di buone norme, a partire dal lavaggio frequente delle mani: le cose vanno meglio, ma il virus circola ancora, quindi dobbiamo essere attenti e responsabili come lo eravamo nei mesi scorsi». L’obiettivo, insomma, è quello di trovare un equilibrio tra la ripresa della vita di sempre e la massima attenzione ai gesti di tutti i giorni, non abbandonando le accortezze che abbiamo avuto nella fase più acuta dell’epidemia: «Dobbiamo continuare a farlo - chiude il primo cittadino - e fare anche qualcosa in più». —

I NUMERI

20

Sono una ventina i cittadini ricoverati per Covid negli ospedali modenesi. Dieci giorni fa erano appena 5.

3

I casi che si sono verificati ieri: tutti i nuovi contagiati sono stati ricoverati.

477

È il numero di decessi per Covid nell’intera provincia modenese. Non si verifica una morte dal 29 giugno.

1,2

Sono i milioni di dosi di vaccino antinfluenzale che la Regione Emilia Romagna si accinge ad acquistare. Un numero incrementato del 20 per cento rispetto all’anno scorso e che potrà essere eventualmente aumentato di un altro 20 per cento in caso di necessità.

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