Il maggiore Meo: «Un’azione finita per fortuna bene» I residenti: «Vicenda grave»
Sconcerto nella palazzina dove l’albanese era solito rifornirsi «Lo vedevamo arrivare in bici ma non sapevamo cosa facesse»
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Settantadue arresti in totale di cui circa il 60% per droga, con oltre 13 kg di sostanze stupefacenti recuperati per un valore di diversi milioni di euro. È questo il bilancio raccontato ieri dal maggiore Camillo Meo per quanto riguarda i carabinieri della compagnia di Sassuolo; numeri che, considerando anche il territorio di pertinenza e il periodo descritto (da gennaio 2020 in poi), appaiono drammaticamente alti.
«La reazione dello spacciatore che ha tentato di uccidere il nostro carabiniere - ha commentato Meo - è stata estrema. La pistola, di calibro 7.65, aveva la matricola abrasa ed il colpo in canna, quindi era pronta per sparare. Nello zaino e nel box dello spacciatore sono stati rinvenuti oltre 3 kg di sostanza stupefacente di tipo cocaina, droga purissima che, dopo essere tagliata, sul mercato avrebbe avuto un valore di circa un milione di euro. In aggiunta abbiamo trovato anche 50 cartucce dello stesso calibro, ovviamente tutte illegalmente detenute. Un’operazione importante che fortunatamente non ha avuto un epilogo tragico».
Sbalorditi alcuni residenti della palazzina dove l’albanese custodiva la droga. «Sapevo che questo garage non era di una persona che vive qui - ha dichiarato uno di loro - ma non avevo mai visto nessuno entrare, anche se negli ultimi tempi avevamo notato passare l’individuo che è stato arrestato: era sempre su una bicicletta che lasciava agganciata all’inferriata. È davvero incredibile come a due passi dalle nostre abitazioni ci potesse essere un deposito con un così alto quantitativo di droga».
Incredula anche una donna che abita nel condominio: «Venire a scoprire - ha detto - che nel nostro piazzale avvenivano questi scambi è avvilente. Sono contenta che i carabinieri abbiano interrotto uno spaccio di droga di così vaste proporzioni».
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Stefano Bargi. «Pene severe - ha affermato l’esponente leghista - per chi offende e compie violenza contro gli uomini e le donne in divisa. Sorprende che mentre in Emilia Romagna accadono episodi come questo a cui si aggiungono, in tutto il Paese, aggressioni a forze dell’ordine, il governo pensi a smantellare i decreti sicurezza, che hanno potenziato gli strumenti contro il crimine e hanno fornito più tutele alle forze dell’ordine, vero orgoglio italiano».
E mentre il sindaco Francesco Menani si complimenta con i carabinieri con un esplicito “bravissimi” affidato ai social, Claudia Severi esprime vicinanza all’Arma. «Per chi, con lo spaccio di droga, attenta alla vita delle persone e, tentando la fuga, attenta alla vita di un carabiniere, non ci sono attenuanti e sono necessarie pene e condanne esemplari. Quanto successo, pur nel suo epilogo positivo solo per la professionalità dei carabinieri, è grave e preoccupante. Solo la prontezza e le straordinarie qualità dei militari impegnati nell’arresto del criminale hanno evitato la tragedia, oltre che a togliere dalla piazza un grosso spacciatore e un ingente quantitativo di droga». —
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