Gazzetta di Modena

Modena

«Causa alla Germania per i parenti uccisi»

Serena Arbizzi

Carla Bianchi Iacono, figlia di uno dei martiri fucilati al Poligono di Cibeno: «Un segno di giustizia dopo le stragi di guerra»  

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«Non mi importa la parte economica. Mi piacerebbe ci fosse un significato morale, un segno di giustizia dopo le stragi dei nazifascisti».

Carla Bianchi Iacono in agosto compirà 76 anni. Un mese prima che lei nascesse il suo papà, Carlo Bianchi, venne fucilato al Poligono di Tiro di Cibeno, dopo essere stato tradito da un delatore, rinchiuso nel carcere di San Vittore e trasferito a Fossoli. Era sposato da soli sei anni. Carla, storica di professione non ha mai smesso di fare memoria: come quando ha parlato al Campo di Fossoli in occasione della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 25 aprile 2017. Lo ha fatto quando ha costruito il libro “Uomini, nomi, memoria”, insieme ad Anna Maria Ori e Metella Montanari, edito dalla Fondazione ex Campo Fossoli. Volume che ha consentito di far conoscere, anche fuori Carpi, la tragedia dei 67 martiri uccisi al Poligono di tiro. E ora, insieme ai famigliari delle vittime delle stragi, è intenzionata a chiedere un risarcimento alla Germania per le stragi dei nazifascisti.

«Questo rappresenta un segnale molto forte, una questione morale, condivisa da tutte le persone perbene che vogliono che il mondo cambi in meglio - afferma Carla - Io sono credente, il perdono va bene, ma c’è anche una giustizia che deve intervenire. Mio padre è stato in cella con chi lo ha tradito e, addirittura, lo ha confortato. Un enorme, incommensurabile gesto di umanità. Quindi, è stata una grande lezione sul perdono. Ma oggi serve scindere nettamente tra chi rende l’umanità vivibile e chi la rende invivibile. Anche durante il periodo più acuto della pandemia appena attraversato abbiamo visto che ci sono persone di grandissimo valore morale e altre di una bassezza incredibile».

Da questo muovono le premesse per una grande causa collettiva contro la Germania.

«Stiamo pensando ad un’azione strutturata - prosegue Carla Bianchi Iacono - E condividerò con i miei famigliari il desiderio che ci sia un processo. Che uno Stato possa almeno risarcire le vittime di questa grossa ingiustizia, di tutte le stragi della guerra».

Carla Bianchi Iacono è anche firmataria della lettera rivolta ai Comuni colpiti da queste stragi affinché si rivolgano alla Germania per chiedere il risarcimento. Fra le istanze avanzate c’è quella che le amministrazioni informino i cittadini che, nel caso siano parenti di vittime dei crimini perpetrati dai nazisti, esiste la possibilità di esercitare un’azione legale. Tra i firmatari anche il superstite del massacro di Mommio Lido Lazzerini, sopravvissuti e familiari di vittime della Strage del Padule di Fucecchio, Firenze, della strage di Fivizzano, Massa Carrara, oltre a Gian Luca Luccarini, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime degli eccidi di Grizzana Morandi, Marzabotto e Monzuno. —

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