Dai fasti degli anni Venti ai macchinari finiti in Bosnia
Il secolo di attività di un’impresa che ha caratterizzato la frazione Una lunga agonia andata a braccetto con la crisi dell’intero settore
la storia
“Dal 1925 Molino Della Casa Francesco, da sempre le buone farine di Modena” si legge ancora nella vecchia insegna in basso, dove ci sono reti e transenne vicino alla palazzina degli ex uffici. Oltre alla maestosità del silos e dell’intero fabbricato, è ciò che resta dello storico mulino di Albareto, fiero ancora di due macine in pietra poste ai piedi del muro pericolante.
La carcassa di quella che è stata sino al nuovo millennio un punto di riferimento per la vita della frazione e per l’economia locale legata all’agricoltura e alla lavorazione dei cerali, scomparirà a breve, cancellando la storia di una impresa il cui declino andò a pari passo con quello dell’intero settore. Nel giugno del 2014 ci fu il titolo di coda più importante, ovvero il fallimento, ma l’agonia era iniziata già cinque anni prima. Per il Molino Della Casa Francesco nel 2009 infatti era stata disposta la procedura di concordato e in quello stesso anno i dipendenti, alcuni dei quali sono stati in parte liquidati dall’Inps, rimasero a casa. Il concordato, in seguito a un’istanza di Equitalia, è poi sfociato nel fallimento.
Un anno dopo, nel 2015, al mulino venne asportato tutto il suo “tesoro”: gli storici impianti di lavorazione vennero acquistati dalla Mlin Stojanovic i Sin ( Mulino Stojanovic e figli) di Bijellina, azienda che a sua volta possedeva un mulino in Bosnia Erzegovina. Gli impianti vennero venduti per 110mila euro e i bosniaci si accollarono tutte le spese di montaggio e di ripristino dei muri. Poi, dalla data dal fallimento, il susseguirsi di varie aste giudiziarie sino alla vendita di qualche settimana fa. Nella frazione c’è fermento. I residenti sono stati subito informati della vendita grazie al circolo Pd che ha affisso alcuni cartelli annunciando una prossima assemblea pubblica sull’argomento. Urania Dekavalis nuova presidente del circolo Pd di Albareto, assieme a Franco De Carlo, presidente uscente, ora attendono delucidazioni dal Comune: «Speriamo che questa sia l’occasione per un rilancio complessivo della frazione, proprio a partire dall’area del mulino. Una opportunità per riqualificate, progettare l’intero comparto, con nuovi insediamenti e aree verdi e ricettive. Sicuramente una bella cosa per Albareto». —
S.TO
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
