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Il centro estivo per i ragazzi disabili «Dopo i timori, tanta voglia di ritrovarsi»

Gabriele Bassanetti
Il centro estivo per i ragazzi disabili «Dopo i timori, tanta voglia di ritrovarsi»

All’ex ricreatorio San Francesco è in corso il nuovo progetto dell’associazione Mete Aperte e del gruppo Concresco 

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la storia



Se il lockdown è stato difficile per tutti i ragazzi che hanno perso le loro abituali attività scolastiche ed extrascolastiche, lo è stato ancora di più per i giovani con disagio cognitivo (sindrome di Down o altro) che hanno dovuto abbandonare una vita fatta di routine quotidiane e di tanta attività di socializzazione, ritrovandosi chiusi in casa e irrimediabilmente smarriti.

A Sassuolo c’è chi ha pensato a loro in questa difficile fase e poi, non appena le maglie della clausura forzata si sono un po’ allentate, ha inventato un’occasione nuova di incontro e socializzazione: “L’Estate addosso” è una sorta di centro estivo dedicato ai ragazzi con questo tipo di disagi. Si svolge all’ex ricreatorio San Francesco, con l’impegno di due associazioni, Mete Aperte, che si dedica storicamente a ragazzi con questi bisogni, e Concresco, il gruppo che da alcuni anni gestisce le attività della struttura, dal bar ai luoghi di aggregazione.

«Dopo il periodo del lockdown - spiega Monica Romani di Mete Aperte - i nostri ragazzi avevano dovuto interrompere le loro routine, non avevano più attività scolastica. Le risposte dalle istituzioni e dalla scuola sono state purtroppo saltuarie e non troppo efficaci, sia perché il momento era difficile per tutti, sia perché storicamente mancano risposte per ragazzi come i nostri. Basti pensare che dei tantissimi protocolli di comportamento emanati da ministeri e istituzioni, nessuno riguarda direttamente casi come questi».

«Nel periodo del lockdown - spiega Silvia Marchesi - per prevenire lo smarrimento, abbiamo tenuto periodiche videochiamate di gruppo e anche individuali, con i ragazzi che magari manifestavano qualche paura in più. Intanto ci siamo organizzati per fornire una risposta più completa quando la ripresa degli eventi collettivi, sebbene controllati e con le dovute precauzioni, sarebbe stata possibile. Abbiamo trovato la collaborazione ideale con Concresco. Noi avevamo un’esigenza, loro una struttura e la possibilità e l’entusiasmo di impegnarsi insieme a noi. L’unità pastorale del centro, che ha la titolarità di questi spazi, è stata molto disponibile».

“L’Estate addosso” funziona una mattina e tre pomeriggi alla settimana. Tutte le attività sono estremamente organizzate: un primo momento di accoglienza e conversazione, in cui i ragazzi raccontano cosa hanno fatto nei giorni precedenti; poi attività insieme, con distanziamento e mascherina, diretti da Concresco in ambito creativo, manuale, sportivo; infine una fase di musica e gioco. Nella mattina insieme si svolge anche una fase di lavoro didattico. Il centro estivo andrà avanti fino alla fine di luglio e se sarà possibile si concluderà con una gita di tre giorni in una struttura adeguata.

«La prima settimana insieme - spiega Francesca Cavedoni coordinatrice di Concresco - ci ha dato la misura del danno che aveva portato il periodo di chiusura. I ragazzi erano impauriti dal cambiamento e dalle regole che abbiamo dovuto imporre. Una volta càpito che anche con distanziamento e mascherina la sostanza non si modificava, tutto è andato per il meglio. Adesso la gioia di questa esperienza si può toccare con mano».

Mete Aperte segue costantemente una quindicina di ragazzi con problemi di disagio cognitivo: «Da sempre - spiega Monica Romani - ci occupiamo di questi temi: facciamo incontri formativi per i genitori, insegniamo loro l’accettazione del problema e come trasformarla in opportunità. Cerchiamo un costante dialogo con le istituzioni. Siamo preoccupati anche per il futuro: l’idea che la scuola non riapra in presenza è preoccupante, per ragazzi con disagio sarebbe importante che la lezione in presenza fosse sempre garantita. Possiamo dire che questi mesi difficili ci hanno mostrato l’esistenza di una rete di associazioni e volontari strutturata, attiva, con numerose proposte e possibilità. Penso ad Anfass, Mete Aperte, Concresco e anche tanti altri. In fondo il periodo di solitudine ci ha fatto vedere che non siamo soli». —



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