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«Prima le persecuzioni poi la violenza sessuale Condannatelo a 9 anni»

F.D.
«Prima le persecuzioni poi la violenza sessuale Condannatelo a 9 anni»

Si chiude il processo a Salvatore Iacono per lo stupro alla ex Pm e vittima: «Reticenti». La difesa: «Sesso consenziente»

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I presunti maltrattamenti, gli atti persecutori, la rapina ed infine quel sesso notturno, secondo l’accusa e la vittima ottenuto con la violenza ma secondo la difesa e l’imputato di natura consenziente. Per le varie contestazioni è a processo Salvatore Iacono, e mercoledì sarà pronunciata la sentenza da parte del tribunale, presieduto dal dottor Federico Maria Meriggi con le colleghe Carolina Clò ed Elena Quattrocchi.

Ieri l’intera vicenda è stata ricostruita in aula. E il pubblico ministero Pasquale Mazzei ha tratteggiato una situazione drammatica. «Abbiamo annotato testimonianze connotate da una forte reticenza per un clima di preoccupazione che l’imputato innesca nei testimoni. E quelle risposte reticenti possono aiutarci a capire che il racconto della vittima è assolutamente credibile. Piangendo, ci ha svelato la situazione».

La donna si fidanza con Iacono nel 2009 e nel 2014 hanno anche una figlia. Ma lui risulta essere un violento, che fa uso di sostanze stupefacenti e a cui piace bere alcolici. In aula vengono ricostruiti diversi episodi conditi da schiaffi, lanci di sedie, umiliazioni e pedinamenti. Perché Iacono appare accecato dalla gelosia tanto da inseguire la compagna fino in palestra per controllare se c’è un determinato istruttore. E a casa si sfoga anche quando ci sono i figli minorenni come quando, a causa della errata salatura dell’acqua per cuocere, diventa violento.

La donna - esasperata - lo lascia («Ma più volte ha ribadito di essere innamorata; a noi risulta inspiegabile ma è nel quadro perfetto della vittima e del carnefice», annota l’avvocato Barbara Righini) e in una notte del gennaio 2017 Iacono la raggiunge al bar dove lavora, sale in auto, le prende il cellulare e hanno un rapporto sessuale in un piazzale. «Violento e imposto», sostengono il pm Mazzei e la parte civile ricordando la testimonianza della donna che si farà refertare al Policlinico; «Consenziente», per l’avvocato difensore Luca Lugari rifacendosi al racconto di Iacono, che ha scelto di non deporre in aula.

Si torna in aula mercoledì: la procura ha chiesto la condanna a 9 anni, la parte civile una provvisionale di 50mila euro mentre la difesa ha voluto ribadire che eventualmente i casi di maltrattamenti sarebbero solo due e la rapina del telefono è al massimo una violenza privata. —

F.D.

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