Gazzetta di Modena

Modena

la sentenza 

Truffe per sei milioni: patteggia quattro anni

Carlo Gregori
Truffe per sei milioni: patteggia quattro anni

Il colossale imbroglio dell’ex promotore Alessandro Ansaloni Nessun risarcimento per le vittime: ripete di non aver soldi

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Quattro anni e cinque mesi di carcere è la pena concordata con patteggiamento per Alessandro Ansaloni, 57 anni, modenese, autore di una delle più clamorose truffe modenesi: sei anni di finti investimenti nei panni di stimato e soprattutto credibile promotore finanziario per compagnie finanziarie e bancarie solide, 40 clienti truffati, sei milioni di euro di risparmi spariti nel nulla. Solo 200mila euro è la cifra messa assieme durante i sequestri preventivi operati dalla Procura tramite le “fiamme gialle” di Modena: soldi che corrisponderebbero al valore di orologi preziosi e altri costosi oggetti da collezione sequestrati in due appartamenti, per cui non è detto che, ora che sono stati confiscati, alla vendita arriveranno alla somma prevista. Ed è tutto quello che resta a disposizione delle dieci parti civili al processo concluso ieri per singoli risparmiatori e famiglie rovinate che ora dovranno avviare anche le cause civili. Ma Ansaloni - che non ha mai parlato pubblicamente - ha già detto più volte che non ha denaro neanche per sé. Radiato da tempo dall’albo dei promotori finanziari, per la Procura ha speso tutta la fortuna accumulata illegalmente e vive di un piccolo sussidio di invalidità. Il suo difensore, il professor Giulio Garuti, ieri ha chiuso il versante penale accordandosi per il patteggiamento con il pm Claudia Ferretti.

Alcune delle parti civili avevano già avviato un iter civilistico per cercare di ottenere un riconoscimento del danno, ora riconosciuto in sede penale, e quindi cercare di ottenere anche una piccola parte di quanto sparito; altri hanno intenzione di avviare azioni civili contro le banche per le quali lavorava (che pure hanno attivamente aiutato gli investigatori nelle indagini). Resta la certezza, come spiegano gli avvocati delle vittime, che non si potrà mai recuperare l’entità di quanto è stato consegnato nelle mani di Ansaloni: cifre che vanno da alcune decine di migliaia di euro fino a oltre il milione. Il patteggiamento ha evitato di analizzare i singoli casi di truffa, che però, già in fase di accusa, si presentavano tutti simili. Lo schema utilizzato da Ansaloni, secondo la Procura e la guardia di finanza, era sempre lo stesso: prima avanzava la proposta al cliente proponendo con toni poco insistenti un investimento allettante poi, quando il cliente chiedeva spiegazioni, mostrava prospetti e indici risultati falsificati, quindi ai primi investimenti seguivano piccoli dividendi che incoraggiavano investimenti maggiori. In realtà i dividendi erano pagati con investimenti di atri. Un classico “schema Ponzi” insomma. Era accusato anche di autoriciclaggio e reati fiscali. —



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