Gazzetta di Modena

Modena

pavullo 

Dopo 60 anni di attività il bar Castagneti saluta «È stato bellissimo»

D.M.

2 MINUTI DI LETTURA





PAVULLO

Quella serranda abbassata in centro, al 246 della via Giardini, fa venire mille nostalgie pensando a quanta vita c’è stata in questi 60 anni. Ma prima o poi il momento doveva arrivare: dal 1 luglio Pavullo è orfano del bar Castagneti, un’istituzione per il paese, uno di quei vecchi posti dove si stava in famiglia, tra interminabili partite a carte in ogni stagione.

«Se dovessi decidere adesso di chiudere, non lo rifarei» dice con un po’ di magone Lorenzo Baldini, titolare dell’attività nonché “giovanotto” di casa, nonostante i suoi 62 anni. Sì, perché a gestire c’erano ancora in prima linea sua mamma Annamaria Castagneti, 88 anni, e i due zii Lodovico e Giovanni Castagneti, rispettivamente di 84 e 79 anni. Degni testimonial dell’attività iniziata il 1 aprile 1960 con Dino ed Elisa Castagneti, nonni di Lorenzo.

Il momento dei saluti è arrivato quando il sindaco Biolchini ha portato una targa di riconoscenza per 60 anni al servizio della comunità. E a sorpresa alcuni amici musicisti (Lele Chiodi dei Viulàn, la figlia di Plizo, Daniele Mei...) hanno fatto alcune suonate celebrative in libertà, tra tanti occhi lucidi.

«La targa è stato un pensiero bellissimo, per cui ringrazio il sindaco, ed è stato stupendo trovarsi con i vecchi clienti e amici - dice Lorenzo - siamo stati una grande famiglia, ed era giusto salutarci come si doveva. In tempi normali forse avremmo tenuto botta, ma con le restrizioni anti-Covid era diventato troppo difficile andare avanti. E l’anagrafe incombeva».

Con la serranda abbassata sono finiti i sabati a suon di crescentine e frittelle di baccalà, e le domeniche tra i prelibati borlenghi. Niente più tazzine fumanti con quel caffè che secondo molti era il migliore di Pavullo: «Non per vantarmi, ma c’era gente che veniva da Modena per berlo qui da noi» nota Lorenzo. Che nel bar ci è praticamente nato: «Ho iniziato a fare qualcosa da ragazzo, poi dopo il militare ho sempre lavorato lì. I ricordi più belli? Ci sono stati tanti bei momenti, non dimenticherò mai quei ragazzi, Alex Puccini coi suoi amici, che alcuni anni fa hanno voluto fare una festa di laurea qui, in un posto abbastanza “per vecchi”. E quelli del Coro Montecuccoli che dopo una cena hanno improvvisato un gran concerto».

E ora cosa succederà? «Difficile che qualcuno prenda in mano il bar, più probabile che diventi negozietto o un ufficio. Mi spiace tanto per gli anziani che venivano sempre qui a giocare a carte: eravamo quasi un circolo. Spero che riescano a trovare un po' d’atmosfera altrove». —

D.M.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google