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Ex Corradini, incendiati nella notte gli uffici sgomberati il giorno prima

Carlo Gregori
Ex Corradini, incendiati nella notte gli uffici sgomberati il giorno prima

Qualcuno appicca il fuoco alle carte contabili. Un vicino dà l’allarme evitando il peggio. La polizia indaga

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Il blitz delle forze dell’ordine, i controlli sanitari anti-Covid, lo sgombero di dieci occupanti, un giorno di silenzio. Poi ieri sera verso la mezzanotte all’ex Termosanitaria Corradini è stato appiccato un incendio. Le fiamme hanno distrutto parte della documentazione contabile della società fallita nel 2015. L’intervento rapido dei vigili del fuoco, sollecitati da un vicino, ha permesso di impedire che bruciasse tutta la palazzina dove un tempo si trovava l’esposizione dei prodotti, in via Cesare Costa. La polizia indaga a tutto campo. Non si esclude nessuna pista, né un regolamento di conti tra sbandati e né quella di una “testa calda” con tentazioni da giustiziere.

Sono servite quattro ore per circoscrivere e domare il rogo. Poi i vigili del fuoco hanno smassato le carte contabili distrutte, messe tutte in un angolo del piano superiore assicurandosi che non prendesse fuoco il sottotetto. Pochi i dubbi sulla natura volutamente incendiaria del rogo. Le verifiche tecniche stanno ora cercando l’innesco.

Per il curatore fallimentare, l’avvocato Guglielmo Borelli, un’altra mazzata dopo i danni precedenti. Ieri mattina ha svolto l’ennesima ispezione in vista di lavori per sigillare tutto il comparto da via Ruffini a via Costa, un lavoro impegnativo ora autorizzato dal Tribunale ma che costerà tempo e denaro. Sul posto anche Ercole Toni e l’associazione Vivere Sicuri che ancora una volta hanno cercato di chiudere i buchi della rete di recinzione.

«Mi sono accorto dell’incendio ieri sera vedendo i vigili del fuoco - spiega il signor Righi, residente nei paraggi - sappiamo che la Corradini è messa male. Vediamo questo viavai di occupanti tutti i giorni. E non sono mica stranieri di quelli che vanno a raccogliere i pomodori sotto il sole».

L’allarme l’ha dato un altro vicino, che dal balcone di casa ha visto le fiamme uscire dalle finestre del primo piano dello stabile degli ex uffici sale espositive, come racconta nell’intervista in fondo alla pagina. La sua telefonata al 115 ha permesso di evitare il peggio. Sul posto è arrivata anche una pattuglia della polizia, tornata a poco più di un giorno dal blitz. Lo stabile era stato infatti appena sgomberato. Nel capannone di via Ruffini erano stati infatti trovati dieci occupanti (sette stranieri e tre italiani, alcuni tossicomani). Al termoscanner, tre di loro sono risultati febbricitanti. È stata chiesta un’ispezione epidemiologica all’Ausl che ha preso tamponi Covid tutti. Il risultato è stato negativo: nessun malato. Ma nel pomeriggio di martedì l’identificazione in Questura ha portato ad avviare le pratiche per l’espulsione della maggioranza di questi dieci abusivi. Poi è calato il silenzio. Per tutta la giornata di mercoledì l’ex Corradini è rimasta tranquilla e vuota. In apparenza: qualcuno sostiene che almeno tre o quattro abusivi erano tornati ad occupare i loro spazi. Fatto sta che poche ore dopo, verso a mezzanotte, è scoppiato l’incendio. All’interno dello stabile (e anche del capannone) non c’era nessuno, a quanto è dato a sapere. Non è però escluso che ci fossero abusivi al momento dello scoppio dell’incendio e che poi, spaventati, siano scappati. Non è altrettanto escluso che lo stabile fosse davvero vuoto e qualcuno dall’esterno si sia introdotto per appiccare il fuoco per le più diverse ragioni; non è esclusa neanche l’ipotesi di qualcuno che voglia allontanare per sempre gli abusivi. La porta su via Costa era comunque stata forzata... —

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