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Piste ciclabili e zone 30 a Modena una mini-rivoluzione Tutte le vie interessate

Luca Gardinale
Piste ciclabili e zone 30 a Modena una mini-rivoluzione Tutte le vie interessate

Approvato in giunta il Piano elaborato dal Comune per la mobilità post-Covid Entro ottobre i nuovi percorsi ciclopedonali e 19 km di aree a bassa velocità L'assessore Filippi «Scatola degli attrezzi aperta ai contributi dei cittadini modenesi»

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MODENA L’obiettivo è semplice, anche se realizzarlo non è affatto scontato: avvicinare al trasporto sostenibile una domanda di mobilità che inevitabilmente si sposterà dai mezzi pubblici a quelli individuali. Nasce così il Piano di mobilità di emergenza 2020, approvato ieri mattina in giunta: una serie di interventi che saranno realizzati tra settembre e ottobre, anticipando i contenuti del Piano urbano della mobilità sostenibile, per dare risposte alle nuove esigenze di mobilità nate dall’emergenza Covid-19.
 
Ma cosa cambierà dunque nella viabilità cittadina dall’autunno prossimo? Entro ottobre, il Piano prevede la realizzazione di nuovi percorsi ciclopedonali nelle vie Nonantolana, Tagliazucchi-Grimelli, Morane, Buon Pastore, Marconi-Luosi, Emilia ovest, e nei comparti industriali nord e sud. Il piano prevede inoltre la predisposizione di 19 chilometri di nuove zone 30 nelle aree Torrenova, Gramsci, Sacca ovest, De’ Gavasseti, Cannizzaro, Corni-Cattaneo, Luosi-Marconi, Brescia e Forlì-Faenza. 

 

Il Piano prevede due tipi di interventi: quelli a sostegno della mobilità emergenziale e quelli relativi alla rete infrastrutturale. Tra i primi rientrano, in particolare, incentivi economici per gli spostamenti sistematici con modalità sostenibili, quali l’acquisto di mezzi, incentivi chilometrici, incentivi per sharing e azioni di sviluppo del mobility management per le aziende del territorio verso la stabilizzazione di quote rilevanti di lavoro in smart working. Per quanto riguarda le infrastrutture, per riconnettere rapidamente pezzi di città, i nuovi percorsi ciclopedonali saranno ricavati in gran parte sulle carreggiate stradali, anche grazie alle novità introdotte nel codice della strada dal decreto Rilancio del governo. Le nuove soluzioni possibili sono, in particolare, la realizzazione di corsie ciclabili tratteggiate bianche su entrambi i lati della carreggiata, ad uso promiscuo e condiviso tra auto e bici, e le “case avanzate” agli incroci semaforici sulle strade con velocità massima di 50 chilometri orari, che prevedono la realizzazione della linea di arresto per le biciclette in posizione avanzata rispetto a quella per tutti gli altri veicoli. Tra gli interventi possibili ci sono anche le piste ciclabili monodirezionali su corsia riservata ai ciclisti. —

LE PISTE CICLABILI

Su via Nonantolana, in particolare, è allo studio la realizzazione di un percorso ciclabile tra la rotatoria Rabin e il percorso ciclabile già presente che arriva subito fuori città.

L’intervento sarà condiviso con Provincia di Modena e Comune di Nonantola con i quali è in corso un tavolo di confronto. In quel tratto, le ipotesi previste alternative vedono la realizzazione di una corsia ciclabile tratteggiata bianca promiscua su ciascun lato della carreggiata o di una pista ciclabile in sede propria bidirezionale.

Nelle vie Tagliazucchi-Grimelli la soluzione in corso di valutazione vede da un lato, dove attualmente è presente la corsia riservata ai bus, la realizzazione di una corsia monodirezionale preferenziale per bus e bici in promiscuo e dall’altro la realizzazione di una corsia ciclabile tratteggiata bianca promiscua. In via Morane il piano individua una soluzione che, a seconda del tratto e dell’ampiezza della sezione stradale, privilegia corsie riservate ai ciclisti su entrambi i lati rispetto a corsie ciclabili tratteggiate bianche promiscue, previste invece laddove lo spazio non è sufficiente. L’intervento potrà riguardare l’intero asse viario o parte dello stesso, anche in vista dei futuri assetti previsti dal Pums di prossima approvazione.

All’incrocio semaforizzato di strada Morane con via Pavia e via Pallanza potrebbe inoltre essere realizzata una casa avanzata per ciclisti, cioè uno spazio per ciclisti avanzato rispetto alle auto. In viale Buon Pastore l’intervento di mobilità emergenziale ipotizza la trasformazione in corsia monodirezionale della ciclabile in sede propria esistente e la realizzazione di una corsia ciclabile tratteggiata bianca promiscua in direzione periferia.

Nelle vie Marconi-Luosi la nuova soluzione prevede la trasformazione a senso unico del percorso esistente e la realizzazione di una corsia ciclabile tratteggiata bianca promiscua sull’altro lato della carreggiata.

L’ipotesi per via Emilia ovest, nel tratto più vicino al centro, prevede all’altezza di largo Porta Sant’Agostino, la trasformazione in corsia monodirezionale della pista esistente e la realizzazione di un nuovo tratto di ciclabile monodirezionale su corsia riservata in carreggiata in uscita dal centro, così come nel tratto immediatamente successivo.

All’altezza del Parco Ferrari la sezione stradale è tale da poter ricavare, in caso di necessità, nuove piste ciclabili monodirezionali su corsia riservata su entrambi i lati, lasciando il percorso che costeggia il parco a un uso promiscuo pedoni-ciclisti. Il percorso emergenziale delineato per l’asse di via Emilia ovest prosegue nelle vie Piazza e Rinaldi, con soluzioni differenti a seconda della sezione stradale, per poi ricongiungersi al tratto esistente in via Fiorenzi e all’asse della Diagonale i cui lavori sono partiti in questi giorni. In via D’Avia l’ipotesi è di un percorso ciclabile bidirezionale separato dalla sede stradale che riporta su via Emilia ovest, dove due corsie ciclabili monodirezionali su corsia riservata in carreggiata si ricongiungono ai percorsi già esistenti oltre via Pasolini.

Ulteriori interventi di ricucitura nella zona industriale sono previsti nelle vie Cavani-Marotta, Toscanelli e Labriola con la previsione di corsie monodirezionali tratteggiate bianche promiscue su entrambi i lati delle carreggiate stradali.

LE NUOVE ZONE 30

Per ciò che riguarda le zone 30, il Piano di mobilità di emergenza prevede l’anticipo del 60 per cento delle aree con velocità massima consentita pari a 30 chilometri orari di breve periodo previste dal Pums, con la realizzazione di 19 chilometri di nuove zone 30. Si tratta delle aree

  • Torrenova (completamento),
  • Gramsci,
  • Sacca Ovest,
  • De’ Gavasseti,
  • Cannizzaro,
  • Corni-Cattaneo,
  • Luosi-Marconi,
  • Brescia 
  • Forlì-Faenza.

 

 

 

«Il Piano della mobilità emergenziale 2020 rappresenta una “scatola degli attrezzi” per affrontare la situazione post emergenza in termini di mobilità». Così l’assessore alla Mobilità sostenibile Alessandra Filippi: «Si tratta di un contenitore in cui vengono individuate risorse e proposte di intervento, che rimane però aperto al confronto pubblico, adattabile e ampliabile in base all’evolversi della situazione e delle necessità. Le misure legate all’emergenza sanitaria, pur nella drammaticità della situazione - prosegue l’assessore - ci offrono la possibilità di anticipare diverse azioni e di ridefinizione dello spazio pubblico a favore della mobilità dolce e collettiva previste nel Pums». —
 

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