Festival “Dig”, guerra Modena-Riccione
Il sindaco Tosi chiede al giudice di stoppare l’edizione prevista sotto la Ghirlandina. Bortolamasi: «Richiesta assurda»
Di “scippo” sarebbe difficile parlare, perché è stato il festival stesso a decidere di lasciare la Romagna per abbracciare l’Emilia. Del resto, non si può dire che sia stata una separazione serena, viste le interferenze politiche ed editoriali che hanno reso decisamente complicata l’organizzazione delle ultime edizioni. Al centro c’è il Festival del giornalismo investigativo, e ai due lati, in posizioni molto più distanti dei 166 chilometri che le separano, ci sono le città di Modena e Riccione. Una “guerra” nata dalla decisione della rassegna di lasciare la costa romagnola dopo cinque anni, per spostarsi sotto la Ghirlandina per un’edizione numero sei prevista dall’ 8 all’11 ottobre prossimi e finanziata dalla Regione con un contributo di 43mila euro. A riaprire la questione, a un anno dall’addio formale del Festival a Riccione e quando a Modena stanno già iniziando i preparativi, è stato il primo cittadino romagnolo Renata Tosi, che si è rivolta al Tribunale civile della sua città, chiedendo di «inibire lo svolgimento e la realizzazione nel Comune di Modena del concorso “Dig Awards”, ordinandone la realizzazione a Riccione». A sostegno della sua tesi, l’amministrazione romagnola ha portato l’accordo triennale di collaborazione sottoscritto nel 2018, anche se per gli organizzatori non esiste un vincolo di esclusiva.
Uno scontro dagli evidenti profili politici, dal momento che la città romagnola, amministrata dal centrodestra, non ci sta a vedersi “soffiare” il festival da un Comune in mano al centrosinistra. E mentre si attende la decisione del giudice, a replicare per il Comune di Modena è l’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi: «Il primo aspetto che mi preme sottolineare - spiega l’assessore - è che la libertà e l’indipendenza delle associazioni non possono assolutamente essere messe in discussione. Di conseguenza, l’evento può essere organizzato a Modena, ma può anche decidere di spostarsi a Milano o in qualsiasi altra città. Insomma, un festival organizzato da un’associazione non è necessariamente legato a un luogo: gli organizzatori hanno legittimamente fatto le loro valutazioni dopo cinque anni di festival a Riccione, decidendo di proporsi a Modena. E noi, a quel punto, abbiamo offerto volentieri la nostra ospitalità a un evento di rilievo nazionale e internazionale».
Passando all’aspetto politico della vicenda, l’assessore Bortolamasi fa notare che «se il sindaco di Riccione vuole trasformare questa vicenda in una guerra contro Modena e contro la Regione Emilia Romagna, ha sbagliato indirizzo». Quindi, dopo aver ricordato che «il Festival “Dig” è nato prima dell’accordo triennale con il Comune di Riccione», il titolare della Cultura in piazza Grande spiega che «la decisione di ospitare la rassegna a Modena non è stata certo un torto nei confronti di altri Comuni, ma risponde alla volontà di dare una “casa” a un festival dal respiro internazionale. Il nostro obiettivo è proprio questo - chiude Bortolamasi - vogliamo costruire una città attrattiva anche per eventi di questo tipo: che siano festival o eventi culturali, a Modena queste manifestazioni troveranno sempre le porte spalancate, mentre noi faremo il possibile per mettere gli organizzatori in condizione di lavorare al meglio». —
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