Gli ex uomini Ferrari omaggiano Stradi «Era la chiave per arrivare al “Drake”»
Ieri i funerali dell’86enne che per decenni è stato il segretario personale di Enzo: «Una vera icona della città e del Cavallino»
Enrico Ballotti / Maranello
Un casuale quanto toccante passaggio di una “rossa” al momento dell’uscita del feretro dalla chiesa. Il gonfalone con il cavallino rampante accompagnato da un dipendente dell’azienda. E poi tanti ex lavoratori negli stabilimenti Ferrari. L’ultimo saluto a Valeriano “Valerio” Stradi è stato come immergersi nel mito, nella storia del marchio modenese più famoso del mondo. È stato soprattutto un sentito omaggio ad un uomo in grado di essere assoluto protagonista della gloriosa epopea ferrarista.
In tanti hanno voluto omaggiare Valerio che è scomparso a 86 anni e che per una vita ha fatto parte della famiglia Ferrari. Lui uomo di fiducia del Drake del quale è stato segretario personale oltre che amico. Lui che a Maranello era conosciuto e parecchio, quasi al pari del mitico Enzo. «La generazione dei “fedelissimi” - racconta il sindaco Luigi Zironi - che i maranellesi hanno stimato e apprezzato. Un pezzo di storia della città e dell’azienda. Non a caso oggi sono venuti in parecchi. Molti hanno un passato lavorativo in comune. Ovviamente negli stabilimenti della Ferrari».
A confermare le parole del primo cittadino ci pensa Carlo Tazzioli che dal 1967 al 2001 è stato dirigente del Cavallino: «Valerio era la “chiave” per arrivare a Enzo. Valerio dava l’ok e Enzo ti riceveva nel suo ufficio. Di lui ho tantissimi bei ricordi, in particolare legati al mondo del lavoro. Me lo immagino anche adesso sempre lì, in azienda. A qualsiasi orario lo trovavi in ufficio a fare da spalla al Drake».
Stradi, il ferrarista Stradi, oltre ai figli Claudia e Stefano lascia la moglie Adele che, per uno strano scherzo del destino, di cognome fa proprio Ferrari. In tanti, quindi, hanno avuto modo di abbracciare la famiglia nel pomeriggio di ieri.
Tra questi Lello Apicella, gestore del ristorante Lo Smeraldo a Pozza: «Valerio l’ho incontrato grazie a Ferrari. Un giorno Enzo mi ha convocato in pista a Fiorano. Diceva di avere una sorpresa per me. Lì ho trovato il signor Stradi ad aspettarmi. “Il Commendatore ha detto che puoi prendere qualche pezzo dal magazzino, sei l’unico ad avere questo tipo di privilegio”. Che ricodo, impossibile da scordare».
Mauro Roccanello, commosso, arriva addirittura da Varese: «Ho conosciuto Valerio 40anni fa. Erano i giorni della nascita dei primi fan club dedicati alla Ferrari. Enzo ci definiva, parlando nel vostro dialetto, “i me quater gat”. Voleva dire “i miei quattro gatti”. Sapeva benissimo, però, che eravamo in tanti ad essere appassionati. Chi da tifoso o chi, come me, anche perché possedeva una Ferrari. Con Stradi abbiamo collaborato per diverso tempo, una persona sempre disponibile. Quando ho saputo della sua scomparsa è stato un grande dispiacere. Per questo sono partito da Varese e mi sono presentato qui, a Maranello. Non potevo mancare, volevo salutare Valerio. Un vero e proprio protagonista della leggendaria storia del Cavallino».
Il lavoro per i primissimi fan club sparsi per il Paese, oltre a un grande impegno in azienda: «Ho un ricordo davvero splendido, posso dire che eravamo amici». Sono le parole di Felice Di Vito che per parecchio è stato un uomo della squadra corse Ferrari. «Proprio grazie a lui ero nel reparto Formula 1. Negli anni di lavoro ci sentivamo spesso perché, come vi avranno già detto, Valerio era l’uomo più vicino al Drake. Una volta in pensione, poi, lo abbiamo invitato alle cene dei vari club. Era una persona importante, una vera istituzione per gli appassionati. Allo stesso tempo, però, un uomo davvero umile. Sempre disponibile e cordiale nei modi». —
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