Gazzetta di Modena

Modena

Organizzatori contro i romagnoli «Con la politica non c’entriamo»

Organizzatori contro i romagnoli «Con la politica non c’entriamo»

L’associazione: «La nostra indipendenza non può essere schiacciata da interessi che non hanno nulla a che vedere con il giornalismo» 

3 MINUTI DI LETTURA





la replica

«In attesa del pronunciamento del giudice, davanti al quale siamo stati portati dal sindaco di Riccione, è per noi doveroso ribadire che l’indipendenza di un’associazione come la nostra è fondamentale e non può essere schiacciata da interessi politici che nulla hanno a che vedere con la difesa del giornalismo di qualità, della libertà di espressione, della legalità, e con la promozione culturale che cerchiamo di fare nel migliore dei modi da sei anni». Così, l’associazione Dig, che organizza il Festival del giornalismo investigativo prevista a Modena dall’8 all’11 ottobre, commenta la decisione del sindaco di Riccione di rivolgersi al Tribunale civile per riportare la rassegna in Romagna. «L’associazione - spiegano il presidente Matteo Scanni e il vicepresidente Alberto Nerazzini, giornalista modenese - nasce prima dell’accordo triennale con l’amministrazione Tosi, e ha sempre collaborato in trasparenza anche con il Comune di Riccione, che ovviamente non è né l’unico né il principale ente finanziatore delle sue attività. Quindi è più giusto dire che i contribuenti di Riccione hanno titolo a verificare le attività dell’associazione Dig tanto quanto tutti i contribuenti dell’Emilia Romagna. Riccione invece invoca una sorta di privativa, un diritto esclusivo sulle iniziative di Dig, e questo non solo non sta scritto da nessuna parte, ma va evidentemente contro la libertà di iniziativa che ogni associazione ha».

Gli organizzatori ricordano quindi che «il 31 luglio 2019 i fondatori di Dig hanno comunicato di persona al sindaco Tosi le dimissioni di Sara Paci dalla carica di rappresentante legale dell’associazione e, contestualmente, la decisione di spostare in altro luogo l’evento principale delle sue attività, il Dig Festival. Il 17 settembre, il presidente di Dig Matteo Scanni in una Pec inviata al Comune ribadiva tutto, anche la volontà dell’associazione di non rinnovare l’accordo triennale firmato nel 2018. Per onorare l’accordo in scadenza, il 9 dicembre il presidente Scanni ha inviato al sindaco una proposta dettagliata per l’evento Dig da organizzare a Riccione nel 2020. Mai una risposta. Né il sindaco Tosi, né un qualsiasi ufficio o responsabile del Comune hanno mai replicato alle comunicazioni e ai ripetuti solleciti inviati da chi è legittimato a rappresentare l’associazione Dig e dal suo legale, l’avvocato Elisa Valeriani. Quindi, dopo un silenzio durato circa cinque mesi, il Comune finalmente ha risposto, anche scusandosi per il grave ritardo, informandoci di aver ricevuto l’11 dicembre 2019 una proposta di programmazione firmata da Sara Paci, il rappresentante legale dimissionario, e di aver già deliberato, due giorni prima di Natale, a favore del Dig Festival Riccione 2020 e del rinnovo dell’accordo triennale». L’associazione condanna quindi «l’attacco inaudito e scomposto all’indipendenza di un’associazione da parte di un Comune: resta la fiducia nel giudice che deciderà sulla base del diritto e non delle strumentalizzazioni politiche». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google