Gli alunni tra “Rap dell’energia” e piccoli robot dai rifiuti elettronici
Le elementari di Roccamalatina in evidenza col progetto di Hera per l’educazione ambientale: ecco i loro originali progetti “a distanza”
L’INIZIATIVA
Dai robot al rap. La scuola elementare di Roccamalatina s’è messa in evidenza alla “Grande Macchina del Mondo”. Il progetto di educazione ambientale targato Hera non s’è arrestato con la pandemia. Dodici i percorsi avviati a distanza per circa 4.600 classi del territorio, dall’asilo alle medie. «Pur conoscendo i limiti della didattica a distanza c’è sembrata un’ottima idea», garantisce Veronica Turci, insegnante della scuola elementare di Roccamalatina. Lo scorso alunno i suoi alunni avevano prodotto in classe piccoli automi. «Ognuno ha portato un rifiuto elettronico che non usava più - prosegue l’insegnante - come una radio, un pc o un telefonino. Li hanno smontati con l’aiuto di un’operatrice. Hanno preso alcuni elementi e li hanno assemblati insieme anche in modo simpatico». Così i pennarelli sono diventati sostegni per le gambe. I cavi rinforzi per i “corpi”, inusuali come uno spremiagrumi. Negli ultimi mesi dell’anno scolastico scorso sarebbe stato impossibile riproporre in aula un progetto del genere. Le lezioni di educazione ambientale sono però andate avanti. Dapprima, alle alunne e agli alunni è stato proposto un laboratorio chiamato “Rap dell’energia”. «L’obiettivo era costruire insieme una canzone a partire dai concetti ambientali - riconosce Turci -. Abbiamo dovuto adattarci con il formato, stimolando i bambini a partecipare». Una volta spiegata la missione da compiere, i giovanissimi partecipanti si sono dati da fare. Non prima di aver «tutti attivato i microfoni per fare domande». Domande che hanno rappresentato il fulcro della seconda iniziativa proposta all’elementare. Un quiz per testare i comportamenti casalinghi, «scegliendo chi si stava comportando meglio da un punto di vista energetico». La maestra garantisce che i giovanissimi partecipanti «si sono divertiti, hanno ragionato e hanno giocato insieme all’operatrice» che a distanza ha affiancato il progetto. Per Turci l’affiancamento (pur a distanza) di «un operatore con l’insegnante è vincente». Un effetto virtuoso è rappresentato dall’esempio che i giovani possono portare agli adulti. «Gli alunni sono molto attenti - conclude Turci - poi devono trovarsi in un contesto in cui possano far valere le loro scelte». —
G.F.
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