Mafie. Appello Aemilia, chiesti 13 anni per Augusto Bianchini di San Felice
BOLOGNA La Procura generale di Bologna chiede Pene più alte, rispetto a quelle comminate in primo grado, per l'imprenditore edile modenese Augusto Bianchini, per sua moglie Bruna Braga e per il figlio Alessandro. Nell'udienza odierna dell'appello del processo Aemilia, in corso nell'aula bunker del carcere bolognese della Dozza, l'accusa non si è limitata a chiedere la conferma delle condanne di primo grado -nove anni e 10 mesi per Augusto Bianchini, condannato anche per concorso esterno in associazione mafiosa, quattro anni e sei mesi per Braga e tre anni per Alessandro Bianchini- ma ha chiesto anche di accogliere l'appello contro l'assoluzione dei tre per la vicenda dell'amianto seppellito nei cantieri della ricostruzione post-sisma.
Complessivamente, dunque, sono stati chiesti 13 anni per Augusto Bianchini, sette per la moglie e cinque per il figlio. Per un altro imputato, Francesco Pio Passiatore, assolto in primo grado, è stata invece chiesta una condanna a sei anni.
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