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Modena Lockdown decisivo per frenare il Covid Tendenza invertita in meno di 10 giorni

Luca Gardinale
Modena Lockdown decisivo per frenare il Covid Tendenza invertita in meno di 10 giorni

Ricerca coordinata dal professor Marco Vinceti di Unimore «Le restrizioni hanno avuto un’efficacia immediata»

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MODENA A dubitare di uno strumento così restrittivo sono stati migliaia di cittadini, ma anche l’ex commissario regionale Sergio Venturi, che al momento di lasciare il suo incarico ha fatto sapere che «il lockdown generalizzato è stato un errore».

Eppure, almeno secondo un autorevole studio dell’Università di Modena e Reggio Emilia, la “chiusura totale” è stata decisamente efficace non solo nel contrastare l’epidemia di Coronavirus, ma anche nel velocizzare l’inversione di una tendenza che a metà marzo aveva assunto contorni spaventosi.

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Il risultato emerge dall’innovativo studio condotto da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze Unimore e pubblicato nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista inglese EClinicalMedicine (gruppo Lancet). In particolare, i ricercatori hanno indagato sull’adesione dei cittadini italiani al lockdown e alla sua efficacia. Per quanto riguarda il metodo, la squadra di lavoro coordinata dal professor Marco Vinceti e dal dottor Tommaso Filippini ha ottenuto e analizzato su base spaziale e temporale l’intero patrimonio informativo dei movimenti dei telefoni cellulari nelle tre regioni più colpite, ovvero Emilia Romagna, Lombaria e Veneto, definendo quale movimento uno spostamento del cellulare almeno pari a due chilometri. I movimenti giornalieri su base provinciale sono così stati analizzati per valutare l’adesione della popolazione alle misure di lockdown (sia quello “leggero” del 23 febbraio che quello più rigido dell’8 marzo), ma soprattutto l’efficacia di tali restrizioni sulla diffusione dell’epidemia. Utilizzando avanzati modelli di analisi statistica, i ricercatori hanno messo in evidenza come l’efficacia del lockdown, specie nelle province più colpite dall’epidemia, sia stata fortissima ed estremamente rapida nell’interrompere la catena di contagio, esattamente come atteso e sperato da chi ha suggerito e adottato tali misure radicali.

In particolare, il tempo trascorso dall’adozione del lockdown “duro” e il picco dell’infezione ha oscillato tra i 9 giorni nelle province più fortemente colpite (quali ad esempio Cremona o Bergamo) e i 25 giorni nelle aree con minor diffusione dell’infezione.

Per quanto riguarda le province di Modena e Reggio Emilia, la curva di crescita dell’epidemia si è interrotta e invertita a distanza rispettivamente di 18 e 19 giorni, suggerendo pertanto come il reale inizio del contenimento - tenuto conto del periodo di incubazione clinica dell’infezione, circa cinque giorni - si sia verificato 8-9 giorni dopo l’istituzione del lockdown.

I risultati ottenuti, insomma, lasciano pochi dubbi: le restrizioni alla mobilità sono state particolarmente efficaci nel determinare la rapida riduzione dell’infezione, con un tempo di azione rapidissimo, specie in presenza di una elevata diffusione iniziale dell’epidemia. Osservazioni che si possono rivelare di notevole utilità per eventuali future analoghe emergenze.

«Come igienisti di Unimore - spiega il professor Marco Vinceti, docente di Igiene e Sanità Pubblica presso la Facoltà di Medicina e promotore del progetto - volevamo portare un nostro contributo di ricerca su questa drammatica emergenza sanitaria in tempi molto rapidi, sfruttando altresì una rete già esistente di collaborazione interdisciplinare con ricercatori italiani e stranieri. Sotto certi aspetti siamo rimasti stupiti dai risultati - incalza il coordinatore dello studio - perché abbiamo potuto osservare una fortissima e progressivamente crescente adesione della popolazione alle restrizioni della mobilità, con ogni probabilità dovuta non solo agli obblighi normativi, ma anche alla reale consapevolezza del rischio sanitario. Abbiamo inoltre verificato come l’efficacia del lockdown sia stata immediata, di fatto istantanea, nelle aree più colpite dall’epidemia e dove la popolazione ha rispettato in misura maggiore il messaggio “state a casa” diffuso dalle autorità sanitarie e politico-amministrative». —


 

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