Commercio online, negozianti promossi Web e consegne a casa salveranno i “piccoli”
Dalla maggior parte degli intervistati giudizio positivo all’esperienza Scuola: «Integrare lezioni a distanza e presenza in classe»
commercio
La prima parte dell’indagine commissionata dalla Fondazione Del Monte e dedicata a “Lavoro, formazione e mobilità” comprende anche una sezione riservata al commercio, e in particolare alle nuove modalità di acquisto sperimentate dai modenesi durante la fase più acuta dell’emergenza. La prima domanda posta dagli intervistatori ai 711 modenesi che hanno risposto riguarda appunto il giudizio dei cittadini sulla “presenza” della rete modenese dal punto di vista delle vendite online. Ebbene, secondo il 54,3% degli intervistati, il commercio a Modena è al passo con i tempi, mentre per il 29,6% delle persone che hanno risposto la rete è ancora troppo arretrata rispetto alle esigenze di oggi. Una realtà cambiata profondamente durante l’emergenza: secondo il 66,1% degli intervistati, infatti, la pandemia e il lockdown hanno portato il commercio modenese a fare notevoli passi avanti con la vendita online e la consegna a domicilio (mentre il 19,3% è convinto che non sia cambiato nulla). Cambiamenti importanti pensando al futuro e alla necessità delle piccole imprese di saper stare sul mercato: secondo il 66,1% degli intervistati, i piccoli e medi negozi modenesi saranno in grado di reggere e di essere più competitivi se trasferiranno online almeno parte delle vendite, pur mantenendo il rapporto personalizzato con i clienti. A restare scettico su questa possibilità è poco più di un cittadino su cinque (22,7%).
L’altro settore importante al centro della prima parte dell’indagine è la scuola, e in particolare il rapporto tra le famiglie e la didattica online. Secondo la maggior parte degli intervistati (55,5%), il futuro dell’insegnamento è legato ad un’integrazione tra lezioni “frontali” e didattica online, mentre il 40,1% ritiene che l’insegnamento sia possibile solo in presenza. Una percentuale estremamente bassa (2,5%) ritiene invece che l’insegnamento online sia destinato a sostituire in larga parte quello in classe. Bene la didattica online, insomma, anche se con qualche pericolo in più rispetto a quella tradizionale: per il 68,1% degli intervistati, infatti, l’insegnamento a distanza rischia di aumentare le differenze di risultati tra studenti a seconda dei mezzi a disposizione. —
L.G.
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