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Modena, ispezioni a tappeto nel settore carni. Donini tranquillizza: "Gli alimenti sono sicuri"

Giovanni Balugani
Modena, ispezioni a tappeto nel settore carni. Donini tranquillizza: "Gli alimenti sono sicuri"

Modena leader in regione con circa 200 imprese Oltre ai tamponi l’Ausl provvederà a ispezioni a sorpresa

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MODENA. Più controlli. Sanitari e non solo. La Regione ha scelto la linea dura per quanto concerne i settori delle carni e della logistica, quelli in cui si sono sviluppati gli ultimi focolai che hanno rialzato la curva dell’infezione in Emilia Romagna. Focolai che hanno toccato anche Castelnuovo, dove i positivi riconducibili alla Maccaferri sono diventati 33.

E se in ambito sanitario l’indicazione che arriva dalla giunta regionale è quella di effettuare tamponi a tappeto, c’è un altro aspetto che finirà nel mirino degli enti preposti: il rispetto delle norme anticontagio all’interno degli impianti lavorativi. Il diktat è chiaro: aumentare i sopralluoghi a sorpresa. E quindi da questa settimana scatteranno verifiche negli impianti di lavorazione delle carni e della logistica per capire se davvero si lavori in sicurezza. Ad occuparsene principalmente sarà l’Ausl che ha un ruolo primario specie nel settore alimentare, dove ben prima dell’emergenza Coronavirus i controlli erano stringenti.

La Sanità pubblica si è messa al lavoro fin dalle prime ore dopo la firma dell’ordinanza. C’è tempo fino al 7 agosto per eseguire tutti i tamponi agli addetti e nel contempo rafforzare le ispezioni. Il primo step è quello della mappatura delle aziende. La provincia di Modena è la prima in regione nella lavorazione delle carni: circa 200 ditte, senza contare le cooperative che forniscono il personale in appalto. Un lavoro enorme. Si stima che gli addetti in questo settore siano circa 5mila. Stessa mole di lavoro organizzativo anche per le ispezioni, che avranno anche uno scopo preventivo. I tecnici dell’Ausl non solo sanzioneranno chi non rispetta le norme anticontagio (si rischia anche la sospensione dell’attività), ma si confronteranno con le direzioni aziendali per migliorare, ove possibile, l’organizzazione del lavoro per rendere ancora più difficile la diffusione del virus.

Sul tema sono intervenuti anche i sindacati: «La recente ordinanza regionale per fermare i focolai in alcuni settori produttivi del nostro territorio, arrivata al termine di un confronto con Cgil, Cisl e Uil, rappresenta un buon punto di equilibrio, soprattutto nella scelta di preferire l’uso dei tamponi ai test sierologici. Questi ultimi avrebbero creato un problema di copertura salariale per le lavoratrici e i per i lavoratori interessati, mentre con il tampone, in caso di positività, è previsto l’isolamento, che viene considerato come un periodo di malattia. Si tratta dunque di una misura di prevenzione necessaria - proseguono Cgil, Cisl e Uil - soprattutto perché interviene in settori che presentano processi produttivi frammentati e con rapporti e condizioni di lavoro fragili. Per questo motivo è fondamentale garantire tutte le misure di sicurezza, sia dal punto di vista del rapporto di lavoro che da quello delle condizioni sociali. Proprio in questa direzione si muove un altro importante intervento contenuto nell’ordinanza, cioè la scelta di trasferire chi ha contratto il virus in una struttura specifica, qualora la sua abitazione non presentasse le condizioni idonee alla cura. Resta ora da indagare e approfondire con determinatezza la condizioni di vita di grande fragilità di queste lavoratrici e di questi lavoratori, spesso migranti, per arginare il prima possibile un fenomeno di fronte al quale l’Emilia-Romagna non può ritenersi immune».

Anche l’assessore regionale alla Salute Raffaele Donini ieri è tornato sul tema chiarendo alcuni concetti: «Nonostante i focolai nella logistica a Bologna e nei macelli del Modenese, la situazione in Emilia-Romagna è sotto controllo». Donini ha voluto tranquillizzare i cittadini sul fatto che «non ci sono rischi per chi consuma carne».

«Anche se il virus ancora circola - ha detto durante la commissione Sanità di ieri - negli ultimi giorni i dati fanno ben sperare. Siamo ancora lontani dal contagio zero, tuttavia l’impatto attuale del virus sul sistema sanitario è moderato: pochi i ricoverati». Il centrodestra in commissione ha attaccato Donini sull’indice Rt dell’Emilia Romagna («tra i peggiori in Italia», ha detto Michele Barcaiuolo di Fratelli d’Italia), sui tamponi e sul recupero delle prestazioni sanitarie.

Donini ha replicato ricordando che oggi «siamo nella condizione di effettuare 10mila tamponi al giorno, ma interveniamo solo in base a criteri epidemiologici. In autunno dovremmo essere in grado di farne anche 15mila». Per il ritorno alle attività ordinarie, invece, l’assessore ribadisce la sua ricetta: «Ampliamento dell’offerta pubblica per le visite specialistiche; condivisione tra specialisti e medici di Medicina generale; ricorso al privato accreditato». —




 

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