Morti nella cra, il perito deciderà se riesumare le quindici salme. Un modenese tra gli indagati
IN TRIBUNALE
Nei prossimi due mesi il professor Claudio Buccelli (a capo della Medicina legale dell’Università Federico II di Napoli) entrerà nel merito del delicato caso incentrato sulle morti sospette – in piena pandemia – nella Casa della carità “San Giuseppe” di Montecchio (Reggio) e sulla relativa intenzione del pm Piera Giannusa di riesumare tutte quelle salme (inizialmente erano 18, ma tre deceduti sono stati cremati). Un caso che vede tra gli indagati Andrea Muzzioli (modenese 51enne, responsabile della sicurezza della struttura). Quindi sarà il 15 settembre la data-chiave dell’incidente probatorio avviatosi ieri, in cui il gip prenderà una decisione sugli accertamenti eseguiti. Ieri la prima “tappa” durata un’ora, a porte chiuse, alla presenza di tutti gli addetti ai lavori (il pm Giannusa e i vari avvocati coinvolti come difese e parti offese), di uno solo degli indagati (la coordinatrice Beatrice Golinelli) ed del perito campano. Un’ora intensa di discussione per arrivare a formulare il complesso quesito e la tempistica con cui il professor Buccelli dovrà districarsi – caso per caso – fra cartelle cliniche e tempi di decesso per arrivare a capire se sarà necessario o meno arrivare alla riesumazione con relativa autopsia delle 15 salme al centro dell’inchiesta. Il medico-legale potrebbe chiedere infatti l’autopsia su tutti o solo su alcuni cadaveri, ma potrebbe anche concludere escludendo del tutto il passaggio all’esame autoptico, ritenendo sufficiente la documentazione clinica in suo possesso. Con precisazioni e chiarimenti le parti sono intervenute in aula, dando il proprio contributo alla formulazione del quesito che rappresenta – qualunque risultato venga ottenuto – una svolta importante in questa delicata inchiesta. Prima dell’udienza decisiva sono stati stabiliti dei passaggi ben definiti: venerdì pomeriggio l’inizio delle operazioni peritali a Napoli, in agosto una preliminare relazione del professor Buccelli a cui le parti potranno presentare osservazioni, infine la perizia definitiva che poi verrà discussa davanti al gip. Al termine, davanti al taccuino, commenti prudenti. L’avvocato Alessandro Sivelli tutela il modenese Andrea Muzzioli, responsabile prevenzione e sicurezza per i dipendenti della casa protetta: «Il mio assistito non c’entra, ai dipendenti non è accaduto nulla legato al Covid». Tramite i legali, sono presenti anche due parti offese. «Il figlio vuole sapere com’è morta la mamma – spiega l’avvocato Barbara Campani che assiste il congiunto di Evelina Martin – e la scelta di chiarezza fatta dal gip è corretta e scrupolosa». Invece l’avvocato Celestina Tinelli rappresenta la sorella di Lalla Galli: «La riesumazione per la famiglia è inquietante, ben venga che prima sarà fatta una verifica documentale sulle possibili cause di morte». —
T.S.
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