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«Reati che non sussistono Associazione senza vantaggi»

In aula tutti e tre gli imputati insieme agli avvocati Garuti e Bonfante Canuri (Ricommerciamo): «La gestione amianto era consapevole»  

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LA DISCUSSIONE

Augusto Bianchini, Bruna Braga e Alessandro Bianchini erano in aula e hanno ascoltato la dottoressa Musti e le parti civili. Lo hanno fatto in silenzio, senza esternare l’amarezza per richieste di condanna pesantissime. Domani toccherà ai loro avvocati, il prof. Giulio Garuti e Simone Bonfante, esporre i motivi dell’appello per i quali hanno chiesto l’assoluzione. Perché gran parte della sintesi delle tesi difensive sono state illustrate nella relazione del giudice Maurizio Passarini che con il presidente Alberto Pederiali e Giuditta Silvestri compone il collegio. «Nessuna intestazione fittizia, nessun abuso d’ufficio né tantomeno caporalato - è la linea - E mancano i crismi del sostegno esterno alla ’ndrangheta di cui Augusto non aveva alcuna conoscenza. A Bolognino chiedeva operai perché erano manovalanza che costava meno, non per agevolare gli affari criminali».

Un punto saliente sarà invece quello relativo ai reati ambientali e all’amianto trovato nei cantieri del sisma e nella montagna ancora presente in azienda. «È importante che la procura generale abbia restituito la giusta dimensione alla vicenda - ha esordito l’avvocato Fabrizio Canuri, che rappresenta il consorzio Ricommerciamo - Se si parla di “grossi pezzi portati via” di amianto significa che c’è consapevolezza e non superficialità come invece scritto nelle motivazioni di primo grado». —



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