Gazzetta di Modena

Modena

la sentenza 

Appello, ridotta a 6 anni la condanna a Predieri “mago della bancarotta”

A.P.

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È stato assolto in Appello dall’accusa di associazione per delinquere finalizzata a reati fiscali – con conseguente sconto di pena, da 6 anni e 8 mesi a 6 anni – Luigi Predieri, 57enne reggiano detto “il mago delle bancarotta”. Predieri, molto conosciuto in quanto ex titolare del lussuoso ristorante “Cavalli” sul porto di Ibiza, era finito nel mirino della Procura di Modena nell’ambito di due inchieste: l’operazione Barqueiro su un giro di società sfilate dall’Italia e portate in Portogallo per godere delle tasse inferiori o per essere svuotate e spolpate, nella quale il 57enne aveva un ruolo marginale, e l’operazione figlia della prima, “Last Drink” della guardia di finanza, per imposte non versate allo Stato italiano. Inchiesta che lo ha visto alla sbarra insieme a una quindicina di altri indagati reggiani, modenesi e parmigiani. Secondo l’accusa Predieri si presentava ogni volta come un “cavaliere bianco” pronto a salvare società in difficoltà finanziaria, creava una rete di compartecipazioni e quando andava male prendeva i soldi da una parte per tappare le falle in cassa dall’altra. Riconosciuto colpevole e condannato in primo grado a Modena, Predieri si è affidato all’avvocato Gianluca Vinci che ieri ha sostenuto l’Appello a Bologna, dove poi la sentenza è stata riformulata. Predieri – nel frattempo libero in attesa dell’iter giudiziario – è stato assolto dall’accusa di associazione a delinquere mentre è stato confermato il reato di bancarotta per due episodi diversi.

«Siamo molto soddisfatti perché l’associazione per delinquere è un reato molto grave e vederlo cadere fa capire che Predieri non è un malavitoso, bensì una persona che attualmente è imputata per altro – ha commentato il difensore Vinci – lo abbiamo già spiegato in Appello, riproporremo la nostra tesi in Cassazione: il mio assistito non faceva fallire le società ma interveniva nelle ditte in crisi e nel tentativo di salvarle costituiva delle newco, nuove società che prendessero in capo i dipendenti e gestissero il passivo». Operazione che, prosegue l’avvocato di Predieri, «a Reggio Emilia abbiamo visto tante volte ripetersi per il salvataggio di società cooperative. Tra l’altro con questo esito il castello accusatorio non ha retto e ora cambia la posizione anche degli altri indagati. Abbiamo contestato la mancanza di documenti agli atti, il pm lo ha riconosciuto ma la Corte ha deciso di procedere ugualmente; anche questo aspetto sarà oggetto di ricorso. Il mio cliente è sollevato, ora inizia la battaglia in Cassazione». —





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