Gazzetta di Modena

Modena

Dalle medie nei container all’asilo Scuole e spazi, quante incognite

Daniele Monanari

I 5 Stelle di Serramazzoni incalzano la Giunta sui tanti fronti aperti legati all’edilizia pubblica e al Covid 

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SERRAMAZZONI

Come e dove comincerà a settembre il nuovo anno scolastico? La domanda che si pongono in questi giorni un po’ tutte le famiglie, acquista particolare rilevanza a Serra, dove in paese si sta diffondendo la preoccupazione crescente di trovarsi alla quarta crisi sugli spazi didattici in quattro anni. Dal Comune al momento non sono ancora arrivate indicazioni su come ci si organizzerà, e mancano meno di due mesi ormai.

A lanciare il sasso nello stagno sollevando pubblicamente il problema è il gruppo 5 Stelle (Francesca Marzani, Paola Guaitoli e Giorgia Tollari), che ha appena presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti a 360 gradi. E in un comunicato evidenzia tutta la sua preoccupazione: «Per la quarta estate consecutiva, i cittadini serramazzonesi si trovano a doversi confrontare con il solito interrogativo: cosa accadrà a settembre? Dove andranno a scuola i nostri figli? Perché a metà luglio ancora non sappiamo nulla? Lo stato dell’edilizia scolastica a Serra presenta già forti criticità e, per poter rispettare il distanziamento tra gli studenti, occorrono maggiori spazi. Se i dirigenti scolastici devono occuparsi delle persone, sta agli enti locali, il Comune in questo caso, provvedere agli edifici. Purtroppo ancora una volta l’amministrazione non ha assolutamente cercato di coinvolgere i gruppi di minoranza per poter condividere opinioni e proposte».

Gli interrogativi che serpeggiano in paese partono da quello di base ovunque: la questione distanziamento. Se è complicato assicurarlo nelle scuole “normali” in muratura, come si farà nella scuola media di Serra trasferita in pineta? Le 9 classi attuali sono ospitate negli spazi limitati dei moduli, che è impossibile bastino con i banchi distanziati. Servirebbero altri moduli, pare per 4 classi in più, ma per istallarli servono tempo e fondi consistenti. Ci sono i soldi? In un Comune che deve già pagare l’affitto per i moduli aggiunti a quelli di San Prospero? Se non ci sono i soldi, gli studenti delle medie si alterneranno di nuovo in doppio turno?

Poi c’è la questione scuola primaria: se sarà confermato anche quest’anno lo spostamento a Riccò, ci sono i fondi per assicurare il trasporto dei bimbi?

Terzo nodo da sciogliere, la scuola d’infanzia del capoluogo: tra novembre e dicembre, lo si ricorderà, esplose la questione delle vie di fuga mancanti nella parte nuova in legno in seguito alla dichiarazione di inagibilità dell’attigua parte vecchia in muratura. Che venne risolta facendo scendere il numero dei bimbi sotto i 100 con lo spostamento di una parte a San Dalmazio. Ma erano stati promessi interventi estivi di adeguamento: come sta procedendo l’iter, legato anche alla scelta di demolire la parte vecchia? Demolizione che peraltro anch’essa richiede fondi... Insomma, domande pressanti su tutti gli ordini di scuola.

E un’altra, in prospettiva: il progetto della nuova primaria e della nuova media sul campo in erba dello stadio è ancora attuale ai tempi del Covid? Gli spazi delle due scuole in progetto erano molto più limitati rispetto a quelli delle vecchie (della media in particolare che era ospitata in un edificio gigantesco) per esigenze di contenimento dei consumi. Erano adatti per una didattica in tempi normali, restano funzionali ai tempi del Coronavirus? —

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