Di Benedetto: «Per tecnologia Modena è come New York»
Catanese di 49 anni, laureato nella sua città prima di conseguire la specializzazione al Niguarda di Milano e proseguire la formazione negli Stati Uniti, il professor Fabrizio Di Benedetto è il direttore di Chirurgia oncologica del Policlinico di Modena che ha eseguito il trapianto di fegato da figlio a padre. È il più giovane dei primari che guidano i 21 centri trapianti italiani, ma nel corso della conferenza stampa non punta mai l’obiettivo su di sé: «Io posso fare la differenza in qualche piccolo caso - dice - ma il team che lavora con me e la tecnologia che mi viene messa a disposizione dall’Azienda sanitaria sono di livello mondiale. Posso dire tranquillamente che il mio gruppo è richiesto da mezza Europa, ma nessuno decide di andare via perché qui hanno l’opportunità di fare tutto con mezzi tecnologici paragonabili allo Sloan Kettering, l’ospedale di New York che è la punta dell’eccellenza mondiale».
A testimoniare il grande lavoro del Centro trapianti di Modena sono i numeri: sono 922 i trapianti di fegato eseguiti dal 2000 a oggi, tra cui 25 trapianti da donatore a cuore non battente (secondo centro in Italia per volumi) e un trapianto di fegato per metastasi epatiche da tumore del colon eseguito pochi mesi fa. Nel 2019 il totale dei trapianti di fegato è stato 71, mentre dall’inizio del 2020 ad oggi già 39 trapianti sono stati portati a termine.
«Eseguiamo circa 70 trapianti all’anno di fegato intero, l’obiettivo è riuscire a eseguirne circa 8 da vivente: sarebbe un ottimo numero che ci porterebbe a livello di città metropolitane internazionali. Il nostro sogno è di arrivare al 10% d’attività con donatore vivente e il 5% di questa attività su patologia rare e particolari, come nel caso delle metastasi epatiche da tumore del colon. Parliamo di una nicchia, ma potremmo aprire un orizzonte per questi pazienti giovani che non hanno alcuna chance». Modena che fa scuola, nel vero senso della parola: «Tutto quello che ho imparato siamo andati a insegnarlo in America latina e in Germania, dove facciamo corsi e programmi di chirurgia robotica. Modena vanta non solo programmi in loco, ma anche sperienza di teaching all’estero». —
GIB
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