Goldoni, spunta una ditta interessata allo storico marchio con 240 addetti
Una delegazione di Agritalia Carraro in visita a Migliarina Verso lo slittamento di 60 giorni del piano di concordato
Una delegazione di Agritalia Carraro di Rovigo ha fatto visita alla Goldoni la scorsa settimana. Un’incursione che ha riacceso le speranze dei 240 lavoratori Goldoni in giorni cruciali per la vita della storica azienda, il cui marchio è leader mondiale nel campo delle macchine agricole.
Ieri pomeriggio, infatti, la proprietà della Goldoni, la cinese Lovol Arbos, ha depositato nel corso di un ’udienza in Tribunale le sue intenzioni ufficiali nell’ambito del procedimento di concordato. «Dalle intenzioni trapelate nei giorni scorsi - spiega il sindacalista di Cgil Fiom Angelo Dalle Ave - dovremmo assistere a uno slittamento di 60 giorni nella presentazione del piano. Nel frattempo, la scorsa settimana, a Migliarina è arrivata una delegazione di Agritalia Carraro. Una visita che farebbe ben sperare. Carraro, infatti, opera nello stesso settore di Goldoni». Si tratta, quindi, di un concorrente che, con l’acquisto dell’azienda che sorge al confine tra il territorio modenese e quello reggiano potrebbe rafforzarsi traendo giovamento dal valore del marchio conosciuto a livello mondiale.
Nel frattempo, dal punto di vista organizzativo, i 240 lavoratori sono in cassa integrazione a rotazione. Se non si può, infatti, affermare che la produttività sia ripresa nello stabilimento di Migliarina, si può comunque constatare che si stanno completando gli ordini già arrivati. «Tra luglio e agosto i dipendenti osserveranno dei periodi scaglionati di ferie - osserva il sindacalista - Quello di queste settimane non è un avvio della produzione vero e proprio. È un completamento degli ordini con il programma di arrivare a settembre. Prevalentemente i lavoratori della produzione sono rimasti a casa fino ad oggi per poi riprendere ad agosto quando, invece, ad andare in ferie saranno i lavoratori del reparto Servizi».
Per quanto riguarda eventuali esuberi ed eccedenze« si aspetta di conoscere i dettagli del piano industriale ed eventualmente compensare con ore non lavorabili e ammortizzatori sociali» continua Dalle Ave.
Inoltre, a partire dal 24 settembre, per i lavoratori sarà possibile usufruire nuovamente degli ammortizzatori sociali ordinari. In quella data, infatti, saranno trascorsi ormai cinque anni dal precedente concordato, quello che si risolse con l’acquisizione della ditta da parte dei cinesi di Lovol Arbos.
«Se in questi mesi non ci fosse stata la possibilità di usufruire della cassa Covid saremmo rimasti scoperti - conferma il sindacalista della Fiom - Avremmo dovuto chiedere la cassa in deroga per la Goldoni. Da ottobre, invece, parte un nuovo quinquennio».
L’obiettivo è quello di non perdere un marchio che ha con il territorio un legame imprescindibile. L’azienda di macchine agricole venne infatti fondata da Celestino Goldoni con i figli Leo e Severino nel 1926, attraverso la riconversione di macchine utilizzate come strumenti bellici in trattori.
La proprietà presentò, nel giugno del 2015, richiesta di concordato. La larga maggioranza dei posti di lavoro venne salvata con l’acquisto da parte di Lovol Arbos Group spa, la holding che coordina tutte le attività industriali in Europa di Foton Lovol Ltd, colosso cinese. —
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