Gazzetta di Modena

Modena

finale 

L’ex aiuto catechista e quei messaggi hot inviati via social alle minorenni

F.D.

Pablo Trincia scoperchia il caso e strappa una promessa «Sono in cura non lo faccio più». Le mamme in parrocchia

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ATTENZIONE ERRATA CORRIGE A causa di uno spiacevole errore tecnico a corredo di questo articolo per alcune ore è stata erroneamente inserita una foto di Pablo Trincia (di cui si parla nell'articolo) insieme a una persona, il signor Federico Scotta, che assolutamente nulla ha a che vedere con questa vicenda. Del grave errore ci scusiamo con l'interessato e con i lettori. Porgiamo le nostre scuse al signor Scotta ribadendo la sua totale estraneità alla vicenda del catechista

FINALE Messaggi hot, approcci espliciti, fotografie compromettenti inviate ad alcune adolescenti del paese. Dopo settimane di attesa, la trasmissione di Rai 3 Chi l’ha visto mercoledì sera ha mandato in onda il servizio di Pablo Trincia - nella Bassa ormai di casa dopo l’inchiesta Veleno - sul caso dell’aiuto catechista che aveva pulsioni particolari nei confronti di alcune ragazzine del paese. Lui è un uomo piuttosto conosciuto a Finale, loro sono giovani che aveva visto a catechismo o aveva frequentato per legami familiari oppure aveva notato in palestra. Le avvicinava utilizzando i social, sfruttando un profilo falso e tentava di carpire la loro fiducia senza però mai ottenerla o almeno così emerge dal servizio televisivo. Perché non vi è alcuna denuncia penale che giace in procura, nessuna delle mamme che hanno contattato Trincia e raccontato la vicenda ha scelto di rivolgersi a polizia o carabinieri. E così una storia che affonda le radici nel dicembre 2018 rischia di terminare senza reali colpevoli ma con una gogna paesana che forse pesa ancora di più.

E poco importa, hanno pensato in tanti ieri, quella promessa che il giornalista ha strappato al 37enne: «Sono in cura, non sono più quello lì», ha sostanzialmente detto l’uomo dopo una lunga e incessante richiesta di spiegazioni, partita dal quartiere Ovest e terminata in una zona verde.

Ma cosa si sa di questa scabrosa vicenda? Appurato non vi siano denunce (è comunque probabile che le madri saranno sentite almeno come persone informate sui fatti semmai dovesse aprirsi un’inchiesta d’ufficio), rimane il ruolo della parrocchia e di don Daniele, che era stato informato dai genitori. Raggiunto da Trincia le sue spiegazioni sono apparse tentennanti e si è anche domandato “cosa ci facesse una ragazzina sui social a una certa ora”. Un’affermazione che gli ha attirato gli strali di numerosi utenti che hanno commentato i profili della trasmissione di Rai 3.

Messo di fronte alle chat (e c’è chi giura che quelle pubblicate siano le più sobrie) ha ammesso di non aver avuto mai avuto coscienza così dettagliata di quella situazione. In compenso Don Daniele conosceva superficialmente la vicenda e ne aveva parlato anche ad alcuni superiori come confermano dalla Diocesi. Aveva cioè segnalato la situazione dell’aiuto catechista, che poi era stato allontanato dal suo incarico forse anche per le proteste che altre due mamme - non apparse nel servizio di Trincia - hanno fatto nei mesi scorsi quando hanno parlato di “atteggiamenti inadeguati” dell’uomo nei confronti delle loro figlie iscritte alle scuole medie. Ma se al catechismo non era più persona gradita, cosa diversa vale per il coro parrocchiale. «L’ho visto cantare durante le celebrazioni - ha denunciato una mamma - Ma quell’uomo non deve più avvicinarsi ai luoghi dei nostri figli e invece era lì».

Il paese è sotto choc, stordito da una vicenda dove il bruto indossa i panni del ragazzo conosciuto e considerato magari un po’ strano, ma che ora appre uno spregiudicato cacciatore di ragazzine. —

F.D.


 

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