La Formigine del futuro «Più verde tutto collegato»
Presentato il piano dell’Università di Parma frutto di un confronto collettivo «Stop al consumo di suolo e mobilità ecologica per una città attraente»
formigine
Un’idea di città condivisa tra amministrazione, associazioni e cittadini; una città verde, accessibile, accogliente e che guardi al futuro. È questo l’obiettivo dello studio per il progetto urbano strategico condiviso tra gli studenti di Architettura dell’Università di Parma, le associazioni, il mondo del lavoro e alcuni stakeholders istituzionali. Un percorso coordinato dall’amministrazione comunale di Formigine che s’intreccia con la predisposizione del nuovo piano urbanistico generale.
Iniziato un anno fa, i risultati del progetto sono stati presentati alla cittadinanza mercoledì sera. Gli studenti hanno esposto i loro plastici davanti al castello e il professor Dario Costi, responsabile scientifico del lavoro didattico e direttore del laboratorio di ricerca Smart City 4.0 S lab presso l’Università degli Studi di Parma, si è reso disponibile per dare tutte le informazioni. Alla presentazione, oltre al sindaco Maria Costi, erano presenti l’assessore regionale alla Programmazione territoriale Barbara Lori, il presidente della Provincia Giandomenico Tomei, il prefetto di Modena Pierluigi Faloni e Francesco Leali, professore ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
«Volevamo uno sguardo da fuori, competente e dall’alto -ha detto il sindaco Costi - e ci tenevo molto che i giovani potessero studiare una città e quindi avere un’applicazione pratica del loto studio. Ci candidiamo come modello di città accessibile, verde e accogliente, e pensiamo che questa possa essere un’occasione di sviluppo». Sviluppo alla base del quale ci sia sempre una città ordinata: «Uno dei temi principali a Formigine - ha aggiunto Costi - è che gli immobili sono un po’ cari. Mantenere una città ordinata ne aumenta il valore».
Il progetto condotto dagli studenti, in sostanza, prova a ricucire il sistema degli spazi pubblici e dei parchi urbani di Formigine e frazioni attraverso il paesaggio che le collega, per creare le condizioni che portino le persone a muoversi il più possibile a piedi e in bicicletta. «L’idea - ha spiegato il professor Dario Costi - è di ritrovarsi nei parchi per avere degli incontri, delle occasioni di socialità e per mantenere questi luoghi sicuri. Se noi incentiviamo una fruizione di città ciclopedonale con questa filosofia, creiamo le condizioni per corretti stili di vita».
Dunque non più consumo di suolo: si tratta di agire sui vuoti delle città, andando a creare dei collegamenti tra parchi, aree verdi (che a Formigine pullulano) e piazze urbane. Alla serata, come detto, era presente anche Giandomenico Tomei: «Il futuro - ha dichiarato - va pensato sempre più a lungo termine e deve essere sempre più green e sostenibile».
Della stessa opinione anche Barbara Lori, assessore regionale, che ha tessuto le lodi della città amministrata da Costi: «A Formigine - ha commentato - si è saputo cogliere da subito, cosa non scontata, lo spirito della legge urbanistica approvata nel 2017».
Le idee sul tavolo, al momento, sono comunque tante: «Speriamo - ha concluso Francesco Leali del dipartimento di ingegneria dell’università di Modena e Reggio - che questo sia il primo di tanti progetti che possiamo fare insieme per fare le cose come siamo abituati in Emilia Romagna». —
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