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La mossa di Bianchini «Così si pagava in nero»

F.D.

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SAN FELICE

Augusto Bianchini è stato l’indiscusso protagonista nell’udienza di Aemilia. L’imprenditore sanfeliciano, nonostante le precarie condizioni di salute, ha infatti reso dichiarazioni spontanee quando il giudice relatore ha chiesto spiegazioni sul pagamento in nero dei dipendenti in quota Bolognino. Bianchini, che ha ammesso quella pratica, ha offerto una panoramica sulle modalità di pagamento degli operai, captando l’attenzione di tutto il collegio. Per il resto il professor Giulio Garuti e l’avvocato Simone Bonfante hanno discusso per oltre quattro ore. Garuti si è concentrato soprattutto sull’accusa di concorso esterno alla ’ndrangheta: «La procura generale ha parato di indici rilevatori, ma nessuno di quelli portati è diventato prova. Non lo è neppure la vicenda di Soda e del recupero di un credito tramite Michele Bolognino per il semplice fatto che in quella vicenda Bianchini non è imputato e quindi sarebbe una violazione del diritto di difesa».

Bonfante si è invece soffermato sui reati ambientali e la montagna di amianto: analizzando le intercettazioni ha provato a ribadire - come emerso in primo grado - che non vi fosse una strategia ma le operazioni fossero affrontate in modo superficiale. —

F.D.

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