Rapina e violenza al forno di Rometta: 4 anni a Gallidoro, già autore di un omicidio
Quattro anni di carcere per aver picchiato e rapinato il titolare del forno Millevoglie di Rometta. Ieri mattina è stata emessa la sentenza di condanna per Giuseppe Gallidoro, 41 anni, e sua cugina M.T.
Gallidoro è l’uomo condannato a 16 anni di carcere per aver ucciso nel giorno di carnevale del 1998 il modenese Vincenzo Tofalo, delitto senza movente per il quale non si riuscì a scoprire il mandante. Questa volta era imputato per rapina e percosse nei confronti del fornaio di via San Giovani Bosco.
L’episodio criminale al centro del processo che si è concluso ieri è avvenuto alla fine dello scorso novembre. Di notte, Gallidoro e la cugina entrarono all’interno del laboratorio Millevoglie di Moreno Piccioli, vignolese. Quando il fornaio si accorse dei due intrusi chiese spiegazioni. Scoppiò un parapiglia e i due lo gettarono a terra intimandogli di consegnare il denaro. Sotto la minaccia di un coltello e tenendolo stretto per il collo, il fornaio consegnò mille euro in contanti e i due se ne andarono. Poco dopo la vittima diede l’allarme al Commissariato di Sassuolo. La polizia impiegò poco tempo per identificare la coppia di delinquenti arrivando a fermarla in auto in viale Regina Pacis.
Si è così scoperto che l’uomo era Giuseppe Gallidoro, condannato anni prima per omicidio; lo stesso che nel 2005, neanche a metà della pena da scontare, è subito finito nei guai per aver malmenato la moglie. Una vita difficile, la sua, culminata la notte di Martedì Grasso del 1998 con un orribile omicidio. Accanto a un cassonetto dei rifiuti nello spiazzo davanti al cimitero di Colombaro di Formigine venne trovato il corpo straziato di Vincenzo Tofalo, un uomo che non aveva mai avuto da dire con nessuno, incensurato, sconosciuto alle forze dell’ordine. Era stato torturato con dei cocci di bottiglia, lo avevano tagliuzzato e sfigurato e alla fine era morto. Le indagini portarono al giro di una barista modenese. Uno dei sospettati, Roberto Lo Bianco, confessò. Nelle indagini venne coinvolto Gallidoro. Al termine del processo in corte d’assise d’appello, nel 2001 Gallidoro fu condannato a 16 anni. In carcere ne scontò 7. —
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