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La “proposta verde” di Muratori «Migliorare il porta a porta si può»

Giovanni Medici
La “proposta verde” di Muratori «Migliorare il porta a porta si può»

Iniziativa della candidata sindaco della coalizione di centro-sinistra «Fondamentale un confronto con i cittadini per sviluppare il sistema» 

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la serata

Vignola

«Il modello tariffario e di raccolta dei rifiuti urbani non c’entra nulla con il feedback politico”. Tradotto, chi amministra non creda di ottenere voti in base al modo con il quale viene fatta la raccolta differenziata perché «tanto l’utente-cittadino-elettore ha come unico incentivo il guadagno economico personale». Concetto espresso da Stefano Ambrosini, che si occupa di progettare la gestione dei rifiuti in molti comuni italiani, nel corso di un incontro convocato a Vignola dalla candidata sindaco del centro-sinistra Emilia Muratori. Obiettivo della serata quello di confrontarsi e iniziare a costruire con la comunità il piano di rilancio della città all'insegna della green economy: progetti sostenibili e obiettivi concreti, che confluiranno nel programma elettorale. Andrea Zanotti ha spiegato ciò che porta con sé nel campo della green economy l’approvazione del Decreto Rilancio, ovvero l’ormai famosa detrazione del 110% in cinque anni, un ecobonus dedicato a chi su edifici privati adotti interventi di risparmio energetico. Inoltre ha delineato il concetto di Comunità energetica, che potrebbe consentire a chi mette in atto questi interventi di produrre energia anche per i vicini. Un Comune ad esempio grazie ai suoi edifici pubblici sostenibili può divenire un sistema chiuso di autoproduzione attraverso reti intelligenti. La candidata Muratori non ha potuto che ricordare al riguardo che da 16 anni si attende che l’Unione Terre di Castelli definisca il proprio PSC. Muratori ha ribadito, senza toni polemici, che a Vignola ci sono margini per aumentare l’efficienza del sistema “porta a porta” integrale attivo da due anni «e che ha già fatto vedere miglioramenti. Con i cittadini è necessario fare una riflessione perché questo sistema sia portato avanti ancora meglio. Non si tratta di tornare ai cassonetti». Vignola produce 540 chili di rifiuti per abitante ogni anno, con una spesa pro capite di 160 euro. «Ogni due o tre anni - ha detto Ambrosini - il cittadino va stimolato sennò subentra uno stato di inerzia». La leva economica della tariffa puntuale è importante per motivare gli utenti «ma non dobbiamo dimenticare - ha chiosato Muratori - che ci deve essere una finalità di sostenibilità ambientale a guidare gli amministratori, tenendo conto del decoro che la città deve mantenere, e magari valutando se è opportuno diminuire il numero minimo degli svuotamenti, ora 22 l’anno». Fabrizio Chierici si è infine diffuso sulla necessità di dare vita ad un’associazione che riunisca le aziende biologiche del vignolese e possa fungere da stimolo per valorizzare il Panaro, un elemento identitario per il quale esiste un apposito Contratto di fiume firmato dalle istituzioni. —



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