«Il centro si rialza ma l’isola pedonale può penalizzarci»
Si moltiplicano i dehors all’esterno dopo l’ok del Comune «L’allargamento stabile dell’area Ztl non ci aiuterà»
MIRANDOLA
Un po’ gli aiuti del Comune un po’ la voglia di riprendersi la cittadina, con le sue piazze, le sue attività, Mirandola inizia a sorridere. Tanto che con il ritorno dei cittadini nelle strade si moltiplicano rispetto qualche settimana fa anche i dehors.
Il sisma del 2012 prima e l’emergenza Covid sono stati un’accoppiata tremenda per l’economia locale e, proprio per questo, l’amministrazione Greco ha deciso di approvare una serie di contributi come la riduzione della Tari e l’esenzione dalla Cosap, ma anche la possibilità di ampliare i propri spazi esterni per le attività cercando così di garantire un supporto concreto alle attività del centro storico e non solo. Spiega l’assessore alle politiche economiche Giuseppe Forte: «La manovra complessiva che abbiamo reso operativa è di circa 156mila euro. Una manovra doverosa nei confronti dei commercianti e i risultati iniziano a vedersi...». I negozianti hanno, infatti, reagito in maniera positiva a questo aiuto e a quello disposto dall’assessore allo Sviluppo sul territorio Fabrizio Gandolfi per ampliare gli spazi esterni alle rispettive attività. «Il progetto nasce in realtà prima dell’emergenza Coronavirus. La pandemia ha, semplicemente, incentivato questo contributo alle attività di bar e ristoranti che prevede la possibilità per loro di ampliare le proprie zone esterne e dunque di poter accogliere più clientela, viste le norme restrittive. Inoltre - prosegue l’assessore - in questi giorni abbiamo approvato un regolamento dei dehors che si propone di uniformare gli spazi esterni e che si va ad aggiungere al piano generale per aumentare l’attrattività del centro anche in orario serale. Al momento 12/13 attività stanno usufruendo dell’incentivo. Tutto ciò viene pensato all’interno di una visione più ampia di centro pedonale-urbano già presente in via Castelfidardo, via Battisti, piazza Mazzini e via Curtatone dove l’accesso in auto è consentito solo ai residenti e ai commercianti e unicamente per la fase di carico-scarico».
Isola pedonale allargata che, al momento, non piace più di tanto a chi ha attività. «Trovare lati positivi ad una estensione anche se parziale della zona pedonalizzata e chiusa al traffico, in una fase in cui si parla di riportare la gente nel cuore delle città, è un po’ paradossale...», osservano alcuni di loro che invece non nascondono di promuovere le altre decisioni adottate dal Comune.
È il caso di Rossella Setti de “La Degusteria” che non nega il calo dovuto alla crisi - coronavirus ma elogia l’aiuto dell’amministrazione: «Se ci fossimo trovati ad affrontare la crisi del Covid esclusivamente con i nostri tavolini interni avremmo fatto fatica, invece ora possiamo utilizzare le piazzole adiacenti all’ingresso. Questa soluzione offre tanto lavoro in più che altrimenti non avremmo». Maurizio Bianchini, titolare della Taverna dei Pico, racconta la sua travagliata esperienza tra terremoto e Covid: «Abbiamo aperto nel 2009. Nel 2012 ci eravamo stabilizzati quando è arrivata la prima botta del sisma che ci ha tenuti fermi per nove mesi. Una volta ricostruito il locale e sistemata la via abbiamo riaperto, già allora la passata amministrazione ci ha dato degli importanti aiuti, quest’anno con la pandemia l’amministrazione Greco ha continuato nell’elargire questi contributi aggiungendo, nel mio caso, una piazzola ulteriore per i tavolini esterni. Il calo rispetto allo scorso anno resta consistente, ma questo tipo di aiuti incentivano la clientela e ammortizzano le perdite». —
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