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«Il Comune ci paghi 2 milioni per la palazzina mai realizzata»

Daniele Montanari
«Il Comune ci paghi 2 milioni per la palazzina mai realizzata»

Finisce in tribunale la vicenda del centro multiservizi previsto in piazza Romania I privati presentano la più alta richiesta danni mai fatta ad un ente in Appennino

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SESTOLA

Finisce in Tribunale il “caso” piazza Romania a Sestola. I privati che dovevano costruire la palazzina multiservizi hanno citato il Comune presentando una richiesta danni da brivido per la mancata realizzazione: 2 milioni di euro, l'importo più alto mai avanzato nei confronti di un Comune appenninico. Si chiude dunque nel peggiore dei modi una vicenda iniziata nel 1984 sotto il sindaco Mario Galli, quando fu stretto il primo accordo tra il Comune e i proprietari dell'area, che avrebbero ceduto l'attuale parcheggio a monte del palasport in cambio dell'edificabilità di una porzione adiacente, su cui appunto sarebbe dovuta sorgere la palazzina. Tanto erano buoni i rapporti all'inizio che il parcheggio venne realizzato ancor prima di dare seguito agli obblighi contrattuali, per poi diventare definitivamente comunale con rogito del 19 dicembre 2012, che ne formalizzava la cessione al prezzo simbolico di un euro (per 3.440 metri). Nell'occasione il Comune si impegnava ad assegnare ai proprietari diritti edificatori per 1.900 metri nell'ambito di un più ampio piano di iniziativa pubblica che avrebbe comportato anche la realizzazione di un altro parcheggio, stavolta multipiano, da cedere a uso pubblico. Ma poi, anche alla luce delle mutate condizioni di mercato, non pubblicò il bando di gara e alla scadenza del quinquennio scadde anche il Poc (Piano operativo comunale) che prevedeva l'intervento edilizio concordato. Si raggiunse però l'accordo per un intervento più contenuto, senza multipiano e con solo la palazzina, che doveva essere autorizzato da un nuovo Poc. Il progetto prevedeva quattro piani di 400 metri ciascuno: uno interrato di garage, il primo con centro benessere (spa), il secondo con supermarket e l’ultimo ambulatori. A ciò si sarebbe aggiunta la dotazione di due ascensori (uno verticale e uno orizzontale tipo scala mobile) per arrivare fino in piazza Passerini e nel centro del paese, per un investimento complessivo di 4 milioni. Il 25 luglio 2017 il Consiglio comunale diede il via libera preliminare, ma poi tutto si bloccò anche a fronte della mobilitazione dei commercianti del centro, allarmati dalla concorrenza che avrebbe potuto fare il market. Partì però anche una petizione di favorevoli all'opera. Finché nel dicembre 2019 il Consiglio ci mise una pietra sopra non includendo l'intervento tra quelli fattibili da comunicare alla Regione. Nonostante la diffida inviata a tutto il Consiglio il 6 dicembre 2018. E adesso i proprietari chiedono conto: affidandosi agli avvocati Alberto Lotti (di Modena) e Paolo Colombo (di Mantova), accusano il Comune di violazione dell'obbligo di comportarsi secondo correttezza (art.1175 del Codice civile) e violazione dell'obbligo di eseguire il contratto secondo buona fede (art. 1375), chiedendo la risoluzione dell'accordo del 1984 e di quello del 2012 (con la cessione del parcheggio per un euro) causa inadempimento del Comune. Ovviamente non rivogliono indietro il parcheggio, ma un cospicuo risarcimento. Conto di 600mila euro di mancati diritti edificatori, 437mila euro di mancati utili relativi alla cessione degli spazi destinati a spa (ai servizi e alle autorimesse), 840mila euro di mancato affitto sul market che sarebbe andato a Nordiconad, 83mila euro spese tecniche e progettazione sostenute per niente. Totale 1.960.440 euro, 2 milioni in sostanza. Se ne parlerà davanti al giudice, il 22 dicembre. —

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