«Più di 700 dipendenti senza salari di produttività»
Richiesta ai sindaci del pagamento agli addetti dell’Unione e dei quattro Comuni «Complessivamente 400mila euro per cui si prospetta uno slittamento»
«Circa 750 dipendenti dell’Unione Terre d’Argine e dei quattro Comuni che ne fanno parte non vedranno il pagamento del salario accessorio relativo alla produttività. Per i 450 addetti dell’Unione lo slittamento si prospetta a ottobre, mentre per i dipendenti dei quattro Comuni potrebbe essere agosto o settembre».
Sferra un attacco diretto all’amministrazione il sindacato UIl - Funzione pubblica che denuncia il mancato pagamento del salario accessorio relativo alla produttività riferita al 2019 per i dipendenti delle Terre d’Argine e dei quattro Comuni.
«Da prassi consolidata, gli emolumenti venivano liquidati prima dell’estate - spiega Giuseppe Belloni, segretario organizzativo - Il 10 giugno scorso , dopo un incontro tra la parte sindacale e l’amministrazione è stato comunicato lo slittamento del pagamento nel mese di ottobre, adducendo motivazioni legate al Covid. Ciò risulta non credibile e giustificabile da parte di chi gestisce un’amministrazione che ha sempre continuato senza interruzioni l’attività amministrativa anche in smart working. Il ritardo non ha alcuna giustificazione, non può essere attribuito che all’inerzia di chi avrebbe dovuto avviare i procedimenti conseguenti e porre in essere gli atti necessari. Non è tollerabile che a pagare le inerzie altrui siano sempre i dipendenti, soprattutto in un periodo di difficoltà economica come quello che stiamo vivendo».
«Ci chiediamo perché non siano state fatte le valutazioni da parte dei dirigenti e perché si rinvii questo riconoscimento economico, slittato solamente nel 2012, dopo il terremoto - prosegue Belloni - Forse ci si scorda che anche i dipendenti hanno familiari in cassa integrazione, in aspettativa, in congedo parentale retribuito al 50% per seguire i figli minori e congiunti aventi attività in proprio senza aver avuto introiti negli ultimi mesi. È questo l’obiettivo che si voleva raggiungere, indebolire ulteriormente le economie familiari dei propri dipendenti? In tutto si parla di una somma pari a 400mila euro. La produttività è, infatti, variabile, ma la cifra complessiva è in quell’ordine di grandezza».
Non è tutto. Il sindacato Uil Funzione pubblica si sofferma anche su una categoria specifica di dipendenti pubblici: quella degli agenti di Polizia locale.
Secondo le accuse del sindacato, gli agenti, dallo scorso settembre fino a marzo, non sarebbero stati pagati per i servizi svolti al “Cabassi”.
«Al quadro, già difficile di per sè, si aggiunge il mancato pagamento agli operatori di Polizia locale dei servizi prestati allo stadio Cabassi in occasione delle partite del Carpi Calcio, riferiti al periodo che va da settembre 2019 a febbraio 2020».
Dalla Uil arriva una richiesta precisa: di liquidare quanto prima la somma che spetta a ogni dipendente. Come Uil - Fpl chiediamo ai sindaci dell’Unione delle Terre d’Argine di rimuovere quanto prima le cause ostative e di dare mandato ai propri dirigenti di liquidare immediatamente quanto spettante», conclude il segretario organizzativo. —
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