«Riaprire Punto Nascita e potenziare la sanità»
PAVULLO
«La riapertura del Punto nascita e la relativa sua sopravvivenza futura non può e non deve essere ancorata al raggiungimento di obiettivi di nascite: non ci può essere un numero minimo di parti da raggiungere». Lo sottolinea il comitato Pavullo 95, attraverso il suo presidente Gaetano Vandelli, alla luce degli ultimi annunci che danno per imminente il ripristino del reparto chiuso nell'ottobre 2017. Ma Vandelli allarga lo sguardo a 360 gradi sull'ospedale e la necessità di una sua tutela, sottolineando come «la drammaticità dell'emergenza Coronavirus abbia dimostrato una seconda volta, dopo il terremoto 2012, quanto sia importante per la sanità regionale poter contare su un presidio ospedaliero come quello di Pavullo. Quanto sia importante una ramificata e diffusa rete ospedaliera in grado di sopperire a mancanze o problematiche inattese». Da qui tre richieste chiave ai rappresentanti istituzionali: «Innanzitutto, al governatore Bonaccini chiediamo di non dimenticare l'Area Sud. Ci risulta infatti che nell'ultima conferenza socio-sanitaria, dove si sono decisi importanti stanziamenti, tutta l'area Sassuolo-Vignola-Pavullo non sia stata nemmeno considerata, nel più assordante silenzio». Seconda richiesta per il presidente della Provincia Tomei: «Ci risulta sia stato incaricato da Bonaccini, testuali parole, “di avviare una ricognizione nel nostro Appennino rispetto al tema della diffusione dei servizi”. Ecco, gli chiediamo in questo di avvalersi dell'aiuto di persone adeguate, informate e obiettive». Terza richiesta per il sindaco Biolchini: «Al sindaco di Pavullo chiediamo di farsi sentire, di comunicare a gran voce le nostre esigenze. Non bastano investimenti una tantum: servono politiche di crescita e sviluppo, di controllo dell'attività e di coinvolgimento delle strutture». —
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