Assembramenti e controlli tra rispetto delle regole e il caos
Sale la preoccupazione di alcuni commercianti per il mancato rispetto in alcuni locali delle distanze. L’assessore Malagoli invita al buon senso
IL CASO
Alfonso Scibona
Pareri e comportamenti contrastanti dopo la ripartenza e dopo l'allentamento delle misure restrittive, soprattutto in pubblico, anche a Sassuolo. Facendo gli scongiuri del caso riguardo ad eventuali nuovi contagi sul territorio i sassolesi sono perplessi sui comportamenti imposti ancora in diverse strutture, in particolar modo le chiese e l'allentamento nei luoghi di aggregazione, seppur all'aperto.
«Sabato, dopo aver prenotato on line – dice G.S., commerciante – sono andato alla messa delle 19 in duomo. All'ingresso i volontari a controllare la febbre e sollecitare l'uso della mascherina per tutto il tempo della messa, ad indicare l'uso del gel e occupare il posto assegnato, distanziato non poco: due persone ai lati di un banco ed una al centro nel banco successivo. Finita la messa in modo ordinato e graduale, seguendo le indicazioni dei volontari, esco dalla chiesa nella parte che porta in piazza Garibaldi da cui arriva un gran frastuono di voci...».
Ed ecco l'altra faccia della medaglia, a pochi metri di distanza dal luogo di culto contingentato. «Entrato in piazza – continua il commerciante -vedo gente seduta ai tavoli dei bar/ristoranti per aperitivi o cena che sono a distanza tra 10 e 30 centimetri. Nessuno ovviamente ha la mascherina in quanto si mangia, si beve e si parla a voce sempre più alta per superare il frastuono. In un tavolo dove c’erano già quattro persone ne è arrivata un’altra con una sedia e si è aggiunta alla compagnia. Stessa cosa in altri locali all’aperto. Non ho il gel e non so se al cambio di tavolo vengono disinfettati tavolino, sedie e accessori. Mi sono chiesto: se il vicino di tavolo parlando a voce alta o starnutendo o tossendo senza coprirsi la bocca... Visto che nei nostri negozi c'è l'obbligo di gel ,mascherine, ingresso contingentato, stessa cosa nei mercati, come mai queste diversità? Chi ha fissato le regole le ha pensate bene. C’è chi le applica nel modo corretto e chi no. Se il senso è di proteggere la popolazione, il controsenso è che le regole non sono uguali per tutti ed il buonsenso non regna a casa di tutti».
A queste considerazioni fa eco l'assessore al commercio e centro storico Massimo Malagoli. «Una certa preoccupazione c'è – ammette l’assessore – ed in queste prime settimane abbiamo cercato soprattutto, insieme alla polizia locale, di fare sensibilizzazione tra i titolari dei bar della piazza. È chiaro che i giovani, dopo due mesi di stop assoluto, siano difficili da gestire ma non credo vi siano stati episodi tali da portare ad uno stop, come è avvenuto, per esempio, a Modena, dove qualche locale è stato chiuso. Spero che prevalga il buon senso anche a seguire e che i dati continuino a darci ragione». —
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