«Per noi agenti di commercio l’emergenza non è finita»
Tra le tante categorie che hanno subito ripercussioni negative dalla diffusione del Coronavirus c’è sicuramente quella degli agenti e rappresentanti di commercio. Circa tremila imprese individuali nel Modenese, che ogni anno acquistano autoveicoli e carburanti, percorrono milioni di chilometri in lungo ed in largo e spendono tantissimo per la telefonia: sono inoltre tra i migliori clienti di bar, ristoranti, alberghi...
Davide Govi, presidente provinciale della Fnaarc Confcommercio, sottolinea che il settore era già in crisi prima della diffusione del Coronavirus e che con il lockdown però la situazione è decisamente peggiorata. «La nostra categoria – spiega - ha visto in questi anni un drastico calo della redditività anche per l'aumento dei costi di gestione delle agenzie. Vendere prodotti e servizi in tempi di crisi comporta poi davvero un impegno crescente in termini di tempo e chilometri percorsi. E non si può fare l’agente di commercio con lo smart working; con il cliente c’è bisogno di vedersi in azienda, stringersi la mano, fare due chiacchiere. Ci vuole empatia».
Ovviamente se le imprese non lavorano non fanno ordini tramite l’agente di commercio. E visto che questi inoltre maturano le provvigioni al momento del pagamento del bene e servizio ordinato da parte del cliente, da mesi la categoria guadagna pochissimo. «Io personalmente – continua Govi - ho fatturato un terzo del solito ad aprile, ma dall’inizio dell’anno il 50% in meno. Si prende la macchina per andare a trovare un cliente alla volta, quando prima se ne mettevano in fila quattro o cinque nello stesso giorno. Nelle aziende o sono in smart working o sono chiusi o non vogliono riceverci per le precauzioni anti Covid». Bisogna continuare però ovviamente a pagare bollette, Iva, contributi previdenziali Inps. E la benzina, visto che la sede operativa di un agente di commercio è di fatto l'automobile, fattore di produzione sempre più costoso. «A marzo, aprile e maggio sono arrivati – afferma - i 600 euro lordi di indennizzo mensile dello Stato (solo dal 4 maggio i rappresentanti di commercio hanno ricominciato a visitare i clienti, ndr) ma c’è il problema dei 1000 euro di contributi a fondo perduto che ben pochi di noi potranno ottenere. Siamo l’anello debole della catena e ci vorrebbe la sfera di cristallo per sapere cosa succederà più avanti», conclude Govi, che lavora soprattutto con aziende della meccanica industriale.
Fnaarc Confcommercio è la federazione nazionale di categoria. Davide Govi, 50 anni, carpigiano, laureato in Economia e Commercio, è da 24 anni nel settore dell'intermediazione.
È il presidente provinciale della categoria dal 2013. —
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