Il saluto di Lucilla, dopo 70 anni senza suore asilo e casa di riposo
La storia
Stefania Piscitello
/ FIORANO
Dopo diciotto anni trascorsi a Fiorano, durante i quali è diventata parte integrante e fondamentale della comunità, è giunto il momento per Suor Maria Lucilla Resca di tornare alla Casa Madre. La sua partenza conclude la presenza a Fiorano delle Suore Serve di Maria di Galeazza, arrivate nel 1949 per gestire l’asilo e la casa di riposo: un’opera pia assai cara alla popolazione e che ha, tra i suoi scopi principali, l'assistenza ai poveri. Era l’8 settembre 2002 quando, suor Lucilla, ha mosso i suoi primi passi nella piccola comunità delle Suore Serve di Maria di Galeazza di via Marconi: «Arrivata a Fiorano – racconta con commozione – la mia prima impressione è stata quella di un paese civile e ben organizzato. Ho visto, fin da subito, una comunità parrocchiale molto attiva...». E aggiunge: «Ho conosciuto fin dal primo giorno tante brave persone di tanta fede. Si vedeva che facevano gesti concreti ed erano particolarmente attivi nel mondo del volontariato». La comunità fioranese ha accolto suor Lucilla con affetto, ricambiando l’impegno e il tempo che, la religiosa, ha dedicato ai fedeli. «Inizialmente – dice – c’era Don Adriano Fornari, un sacerdote che aveva una malattia degenerativa che colpiva soprattutto i muscoli delle gambe, ed era in carrozzina. Per questo mi aveva incaricata di andare a pregare presso le famiglie dei malati e di dire il rosario, dopo la morte, alle camere ardenti». Nel primo periodo, comunque, suor Lucilla viveva insieme alla comunità delle Suore Serve di Maria di Galeazza alla scuola materna, svolgendo piccoli servizi: «C’era suor Alessia – prosegue – che si occupava della casa di riposo. In un secondo momento le altre suore sono decedute e io sono rimasta da sola e sono passata alla casa di riposo Coccapani. Il mio primo impegno però rimaneva quello di sacrista sia nella chiesa parrocchiale che in santuario. Diciamo che mi dividevo tra l’assistenza spirituale e di amicizia e preghiera in chiesa e quella ai nonni». E così, la religiosa si è trovata quotidianamente in chiesa, a contatto con le persone, con i loro bisogni, le loro difficoltà, divenendo sempre più pilastro della comunità e di tutti quei fedeli che vedevano e continuano a vedere in lei una figura di riferimento: tanti sono coloro che si recano in chiesa per scambiare due chiacchiere con lei, per confidarsi o chiederle un consiglio. «In tutti questi anni – spiega Suor Lucilla – ho fatto numerosi incontri, tutti fondati sulla cordialità e sull’amicizia. Sono nati legami molto belli». Legami che sicuramente la distanza non spezzerà: ma è arrivato, per Suor Lucilla, il momento di salutare la comunità da lei tanto amata. L’occasione sarà domenica pomeriggio al santuario, con la messa delle 17.30 e, a seguire, un momento di convivialità. «Tornerò alla Casa Madre a fare la nonna, mi dedicherò a quello di cui c’è bisogno. Lì c’è un santuario, probabilmente farò quello che ho fatto qua, ma più in piccolo». E se le si chiede cosa le mancherà di più, risponde: «Sicuramente la comunità ecclesiale. Ma non voglio parlare di mancanza. Preferisco dire che, adesso, vivrò con una ricchezza in più dentro di me, perché ho conosciuto persone fantastiche e una realtà molto importante». —
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