Gazzetta di Modena

Modena

«Noi irriducibili di “Ri-Commerciamo” prepariamo il ritorno in centro storico»

Mattia Cocchi

La struttura realizzata otto anni fa dopo il terremoto si è rivelata utile per proseguire l’attività ma a fine 2021 dovrebbe essere chiusa 

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SAN FELICE

L’ottavo anniversario della nascita della galleria Ri-commerciamo è da poco passato. Da otto anni i 18 irriducibili commercianti all’interno del centro sorto dopo la tragedia del terremoto aspettano di poter riabbracciare i propri clienti nei loro negozi nel cuore della cittadina. E quel giorno sarà festa grande. Per tutti. Per loro che imperterriti hanno attraversato i mesi del sisma, poi quelli della crisi economica (che ancora oggi si fa sentire) e infine del Covid. Ma adesso si inizia a guardare al “dopo” Ri-commerciamo. La notizia di una proroga della galleria fino a fine 2021 era già nell’aria da tempo tra i negozianti e nell’ultimo periodo l’amministrazione ha confermato che le attività rimarranno a Ri-commerciamo fino al 31 dicembre del prossimo anno. «Ma è possibile che la data venga sforata...», abbozza qualche esercente. Una scelta, quella dell’amministrazione, obbligata anche dal fatto che a oggi, il centro storico è in fase di ricostruzione con parecchi cantiere installati.

L’orefice e presidente del consorzio Ri-commerciamo Paolo Bozzoli non vede l’ora di poter tornare nel suo storico negozio in via Mazzini e spiega: «Sarà importante rialzare le serrande in centro una volta che sarà completamente ricostruito. L’idea dei commercianti è quella di spostarsi “in blocco” quando ci sarà la possibilità per non lasciare indietro nessuno. Come una squadra. Siamo sempre stati uniti per tutto questo tempo e credo sia la via giusta anche per il dopo. Tornare tutti insieme nei nostri locali originari sarà sicuramente una grande boccata d’ossigeno per il centro storico e per tutti noi. Dopo la costruzione della struttura al di fuori dal cuore martoriato dal sisma, abbiamo trovato un nostro equilibrio per quanto riguarda la clientela. L’idea di riunire i commercianti del centro in una nuova struttura si è rivelata corretta. Le spese di affitto sono state saldate tempo fa, ora sono rimaste da pagare le spese generali riguardanti le utenze e le pulizie che vengono divise tra tutte le 18 attività che aderiscono al Consorzio. Certamente l’avvento dell’ecommerce e il cornavirus non hanno aiutato a risollevarci dalla crisi del sisma...».

Anche Ombretta Franchini proprietaria del negozio d’abbigliamento per bambini “Mamitù” è soddisfatta di questi otto anni all’interno del Consorzio: «Senza fare un discorso politico, mi sento di ringraziare l’operato della passata amministrazione per quello che ha fatto per noi commercianti creando questo nuovo polo. La scelta di unire molti dei commercianti in questo piccolo centro commerciale si è rivelata giustissima. Anche se non appena si potrà sarà necessario tornare in centro per far rivivere il cuore di San Felice. Per quanto mi riguarda, appena il locale che ho acquistato in centro sarà pronto mi trasferirò e spero che anche i miei colleghi possano taffiancarmi al più presto...».

Ci sono anche alcune attività che sono nate proprio a Ri-commerciamo e che, quando carriverà il gran giorno sperano di potersi trasferire in centro. È il caso del “Bar dei ricordi” di Vanni Bellodi: «Ho aperto tre anni fa e sono l’ultimo arrivato all’interno del centro. Sto già iniziando a dare un’occhiata ad alcuni locali in paese in cui aprire quando Ri-commerciamo verrà smantellato e avremo il via libera per trasferirci. Credo nel mio lavoro e per questo attendo con ansia e fiducia il giorno in cui potremo tutti insieme rianimare il centro. Ma oggi purtroppo le certezze del futuro sono ancora poche, seguiamo impazienti l’evolversi della ricostruzione dei palazzi...». —

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