Gazzetta di Modena

Modena

Ospedali più sicuri, per la visita ai parenti servirà presentare l’autocertificazione

Giovanni Balugani
Ospedali più sicuri, per la visita ai parenti servirà presentare l’autocertificazione

Si potrà scaricare online o firmare direttamente all’ingresso Si dichiara di non essere in quarantena o di ritorno da Paesi a rischio 

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Servirà un’autocertificazione per andare a trovare i propri cari in ospedale o nelle case di riposo. È quanto deciso dalla Regione nei giorni scorsi ed immediatamente recepito dall’Ausl di Modena. Nel documento si dovrà attestare di non essere sottoposti al regime della quarantena o dell’isolamento fiduciario e di non essere rientrati da meno di 14 giorni da Paesi extra Ue e/o extra Schengen soggetti alle limitazioni degli spostamenti.

«Ciò a tutela della sicurezza sia di chi è accolto in una struttura sia di chi vi entra - specifica l’Ausl - non ultimi degli operatori che quotidianamente garantiscono l’assistenza. Per l’ingresso nelle proprie strutture le aziende sanitarie modenesi hanno predisposto il modulo di autocertificazione, che si può scaricare dai rispettivi siti (ausl.mo.it, aou.mo.it e ospedalesassuolo.it) e compilare a casa, anche al fine di ridurre l’attesa all’ingresso delle strutture. Il modulo dovrà essere datato e consegnato in ospedale (o altre strutture con reparti di degenza come Ospedali di Comunità e Hospice), seguendo le indicazioni degli operatori; sono ovviamente immutate le altre regole come la misurazione della temperatura, l’igiene delle mani, il distanziamento. Si tratta di una misura importante, e per questo necessaria, di tutela della collettività tutta. Le aziende sanitarie confidano nella collaborazione dei cittadini nel compilare correttamente i moduli, ma soprattutto nel rispettare tassativamente le indicazioni previste in caso di isolamento oltre alle regole di sicurezza e distanziamento che sono ancora valide su tutto il territorio nazionale».



ono due i nuovi positivi nel territorio modenese, entrambi residenti nel capoluogo. Si tratta di due soggetti individuati dall’Ausl tramite l’azione di indagine seguita ai focolai dei giorni scorsi. E infatti uno è riconducibile al caso della Maccaferri, l’azienda di lavorazione carni di Castelnuovo: il totale sale a 45. Mentre il secondo contagiato è relativo al caso dell’adolescente in vacanza a Riccione, dove ha scoperto di aver contratto il virus. Come raccontato, l’Ausl ha provveduto ad eseguire i tamponi su tutti i contatti stretti della ragazza. Con il nuovo positivo scoperto ieri, il “focolaio di Riccione” sale a quota 6.



L'Emilia-Romagna conferma che la riapertura dei Punti nascita in montagna «è un obiettivo di mandato». E prova così a tranquillizzare sia il Pd sia la Lega, che invocano un programma concreto di riapertura. Mentre i 5 stelle esortano ad accelerare.

«Quello che diciamo, lo facciamo - ha detto Raffaele Donini, assessore regionale alla Sanità in commissione- confermo come l’obiettivo di mandato di questa Giunta sia il valorizzare e potenziare i piccoli ospedali territoriali sia riaprire i Punti nascita in montagna, per noi prioritari. Ci siamo impegnati fin da subito arrivando a un protocollo per la nascita in sicurezza, poi però abbiamo dovuto fare i conti con l’emergenza Coronavirus che ha assorbito tutte le nostre energie. Ma non arretriamo rispetto agli impegni presi».

Sul tema è intervenuto oggi anche Bonaccini: «Li abbiamo chiusi, rispettando le regole, ma ora li riapriremo tutti chiudendoli non ci ha capito nessuno, perchè è passato il messaggio non di maggiore sicurezza ma di un taglio ai servizi. Ora però mi si deve spiegare come garantire la sicurezza delle mamme e dei nascituri e come trovare il personale da mandare in montagna, pagandoli di più. Il problema non è quanto costano ma a cosa servono, anche perchè che risparmio volete che sia la chiusura di quattro punti nascita su un bilancio di nove miliardi di euro?». —

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