Fondazione Arti Visive, c’è Massimo Mezzetti Così il centrosinistra pensa già al 2024
Nei prossimi giorni il consiglio di amministrazione incaricherà l’ex assessore alla cultura regionale come nuovo uomo di riferimento
dietro le quinte
davide berti
Ormai è fatta, siamo alla fase che il calciomercato definirebbe con un proverbiale “manca solo la firma”. Massimo Mezzetti sarà il nuovo uomo di riferimento della Fondazione Modena Arti Visive. Tempo qualche giorno e il cda metterà nero su bianco un ruolo cucito addosso all’ex assessore regionale proprio alla cultura, particolare non da poco in tutta questa vicenda. Fmav – che nasce, per iniziativa del Comune di Modena e della Fondazione di Modena, nell’ottobre del 2017, raccogliendo l’eredità e il patrimonio culturale delle tre istituzioni che sono confluite in essa: la Galleria Civica di Modena, la Fondazione Fotografia di Modena, il Museo della Figurina – ha avuto fino ad oggi una storia piuttosto difficoltosa, fatta di un via vai di incarichi che ha fatto più notizia delle mostre realizzate. Serviva una svolta strategica e progettuale ed è stato scelto Mezzetti.
Mezzetti è stato per diverso tempo alla finestra, lui stesso lo aveva ammesso nelle scorse settimane, poi la politica ha fatto il resto, smussando più di uno spigolo della poltrona.
Per Mezzetti, che resta prima di tutto un politico, lo sponsor principale è stato Stefano Bonaccini, che ha trovato in Andrea Bortolamasi, oggi assessore alla cultura in città e in passato braccio destro in Regione del Presidente, un punto di appoggio per la trattativa con Muzzarelli. È stato proprio il sindaco l’osso più duro, dal momento che con Mezzetti sta anche Paolo Cavicchioli, presidente della Fondazione Modena che con Muzzarelli ha ormai solo rapporti istituzionali.
Un triangolo complesso da gestire, perché se al centro resta la politica culturale modenese, il vertice alto di questo triangolo punta già dritto alle elezioni amministrative del 2024.
Mezzetti non viene certo a svernare. Il suo ruolo sarà di primo piano e non da gregario. Lo sa certamente anche Andrea Bortolamasi, che rischia di essere commissariato nella posizione di assessore da chi, fino a qualche mese fa, era il suo capo in Regione. Non solo. Rischia di essersi portato in casa, lui che sogna da sindaco, il principale rivale per il futuro in piazza Grande
Muzzarelli, infatti, tra quattro anni sarà in uscita. Modena dovrà trovare un nuovo candidato sindaco nella coalizione del centrosinistra. E chi meglio di Mezzetti, un ex segretario Pds e Ds, già assessore anche in città, potrebbe mettere d’accordo tutti? Mezzetti ricoprirà un ruolo, e si giocherà la sua partita. Fantapolitica, certo, ma proprio per questo già se ne parla. Gli sponsor, come detto, non gli mancano. La coalizione nemmeno. Storceranno il naso gli ex Margherita, che storicamente si sono fatti male da soli.
Chi più di tutti deve digerire ora Massimo Mezzetti è proprio quel Muzzarelli che oggi deve farsi andare bene un nome servitogli sul piatto da Bonaccini e Cavicchioli, non proprio suoi fedelissimi. Ma la politica è anche questo. Peccato, però, che ora si debba parlare di cultura. E oltre a “parlare” si debba soprattutto “fare”. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google