Gazzetta di Modena

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interviste a commercianti, ristoratori, benzinai 

Gli esercenti in lieve ripresa «Ma i contributi non bastano»

Giovanni Medici

«In un mese sono arrivate le somme a fondo perduto: in questa situazione le difficoltà restano e il governo deve fare di più». La posizione di Confesercenti 

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Giovanni Medici

Stanno arrivando i contributi a fondo perduto previsti nel Decreto Rilancio per gli imprenditori e gli autonomi. Confesercenti segnala che in provincia oltre il 70% delle imprese associate ha presentato domanda, e il contributo medio si attesta sui 3.000 euro, con importi differenti a seconda dei settori e dei rispettivi fatturati.

«Mi ci è voluto solo un mese per ottenerlo – spiega Barbara Ferrari, dal 1996 in via Taglio a Modena con il suo negozio di calzature – Noi ad aprile eravamo chiusi quindi il fatturato è stato basso. Si è mosso solo qualcosa nell’on-line dove prima non si vendeva quasi niente. Dal 18 maggio abbiamo riaperto e devo dire che sto lavorando, anche se ovviamente non come prima. La situazione di normalità? Quando tornerà a uscire chi è in smart working e riapriranno le scuole».

Catia Fornari è la titolare della Locanda Marcella di Festà, frazione di Marano: «I fondi richiesti sono arrivati in un mesetto. Bar e ristoranti sono stati gli esercizi più penalizzati, per la chiusura prolungata e poi per le norme anti Covid: senza la possibilità di installare un dehor avrei potuto mettere a tavola solo dieci persone. Con l’esterno ora sono trenta i coperti disponibili». Fornari spiega anche che ora le cose «stanno andando abbastanza bene. Ma per riaprire ho dato fondo ai miei risparmi. Bisogna che al di là di questi contributi il governo faccia di più, spostando ad esempio il termine per la cassa integrazione dei dipendenti a dicembre».

Restiamo nell’ambito della ristorazione: Eli Ricchi è il titolare assieme alla sorella Claudia della Antica Trattoria Ponte Guerro, sulla Vignolese, a pochi metri dal casello di Modena Sud. Ha richiesto i contributi per il ristorante e li ha ricevuti, anche lui dopo circa un mese dalla domanda, e lo stesso ha fatto per il bar-tabaccheria sempre di sua proprietà. «Ora ci difendiamo solamente. In termini di fatturato direi che siamo al 50% in meno rispetto al periodo pre-Covid». Spariti i pullman, le comitive, i turisti sono pochissimi mentre almeno i camionisti sono qualche decina al giorno. I dieci dipendenti dei fratelli Ricchi sono stati messi ovviamente in cassa integrazione durante il lockdown. «Il problema è che per ogni mese il raffronto con il 2019 è perdente. Lo sarà per giugno, luglio e i mesi a venire: i turisti extraeuropei? Forse l’anno prossimo».

Franco Giberti è uno dei soci della stazione di servizio che si trova in via Leonardo da Vinci a Modena, oltre che il presidente della Faib. I contributi li ha richiesti una decina di giorni fa e glieli hanno concessi, ma non sono ancora arrivati sul suo conto corrente. «Ad aprile noi eravamo aperti anche se vendevamo ben poco carburante: la differenza di fatturato sul 2019 è stata dell’80%».

Rispetto all’erogazione del carburante i dati rispetto all’anno scorso mostrano ancora un segno meno ma in ripresa mentre il calo degli introiti del bar e tabaccheria presenti nell’area di servizio è decisamente superiore. «Noi ci troviamo vicini a scuole superiori e non abbiamo potuto contare su studenti e insegnanti. Siamo in tutto - conclude Giberti - una quindicina tra soci e dipendenti. Speriamo a settembre che tutto riparta».

«Questo contributo a fondo perduto è una misura positiva per le aziende che rappresentiamo - dice Marvj Rosselli, direttore provinciale di Confesercenti - Delle agevolazioni erogate direttamente è la misura che sicuramente ha funzionato meglio dal punto di vista operativo. Ma sono indispensabili ulteriori misure di sostegno all'economia, in particolare per le piccole imprese». —

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