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Modena

Via Vandelli, il viaggio Da Modena a Massa sulla strada del Ducato

Enrico Ballotti

Attraversata di 150 chilometri tra Appennino e Alpi Apuane con arrivo al Tirreno Luca Zironi l’ha provato per noi: «Diversi scenari mozzafiato da non perdere»

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Enrico Ballotti

Via Vandelli: istruzioni per l’uso. La prima autostrada dell’Appennino, la Via che permetteva al Ducato di Modena di arrivare fino a Massa e al Tirreno. Un percorso suggestivo nato dall’ingegno di Domenico Vandelli, scienziato, cartografo e matematico originario di Levizzano. Siamo nel 1700 e il Duca Francesco III d’Este ha la necessità di trovare uno sbocco sul mare. Detto fatto. Nasce una strada che allora era strategica e che adesso si è trasformata in un percorso decisamente suggestivo. Lunghe salite, vertiginose discese, poi laghi e paesi sommersi. Senza dimenticare, appunto, la Via storica che accompagna l’intera attraversata, perché di attraversata si tratta, di 150 chilometri. Un viaggio mozzafiato da percorre a piedi e, perché no, in mountain bike. A provarlo per noi, a svelarci i segreti, è Luca Zironi che ha 43 anni ed è di Carpi. Una maratona a tappe, tre per essere precisi, che il ciclista ha percorso in compagnia dell’amico Nicola Mai, che arriva da San Possidonio. Prima di aneddoti e consigli, un doveroso spazio dedicato ad alcune indicazioni tecniche.



La Via Vandelli, quella originale, prende vita dal Palazzo Ducale di Modena e arriva fino al Palazzo Ducale di Massa. Un totale di 150 chilometri di lunghezza: 5700 metri di dislivello, due passi oltre i 1600 metri di altezza tra Appennini e Alpi Apuane. Sono 85 i chilometri percorsi in salita, 65 quelli in discesa. Il fondo della strada: asfalto, terra battuta, sassi, roccia, fango, prati. Le tappe classiche sono sette, ognuna percorribile a piedi in un’unica giornata, con un buon allenamento visto che alcune di queste presentano dislivelli impegnativi. Molto più complicato, come rivela Luca, il percorso in bicicletta. Non tanto per le salite quanto per le complicate e tecniche discese. «Quando termini la salita- sono le parole del carpigiano - e pensi che il difficile sia finito ti sbagli. Fondamentale, infatti, è tenere alta la concentrazione quando si scende. In particolare nell’ultimo tratto, quello più suggestivo, che da Vagli Sotto porta a Massa».



Si diceva delle sette le tappe, sempre percorrendo la Via Vandelli, a piedi. La prima: Modena-Torre Maina di 24 chilometri, poi Torre Maina-Pavullo 30 chilometri. Quindi sale da Pavullo a La Santona (26 chilometri), quinta tappa La Santona-San Pellegrino in Alpe (26) e San Pellegrino in Alpe-Poggio (29 chilometri). Si chiude con Poggio-Campaniletti (20) e il gran finale Campaniletti-Massa (20 chilometri più 6 per il mare). Ovviamente solo un’indicazione, quella fornita dal curatissimo sito www.viavandelli.com di Giulio Ferrari, modenese pure lui. Gli appassionati, camminatori o cicloamatori, hanno infatti la possibilità di variare il percorso. Il nostro Luca, per esempio, con la sua bici ha evitato la prima parte di strada, quella meno immersa nella natura. «La mia attraversata, in mountain bike, è cominciata da Pavullo. Insieme a Nicola abbiamo percorso la strada originale, quella riscoperta dallo stesso Ferrari nel suo libro “La Via Vandelli. Antica strada, nuovo cammino”. Il nostro viaggio è stato spezzato in tre tappe, eravamo infatti in bici: Pavullo-La Fabbrica di Pievepelago, La Fabbrica-Vagli Sotto in provincia di Lucca e quindi Vagli Sotto-Massa con tanto di bagno nel Tirreno finale. Per noi 121 chilometri e oltre 4mila metri di dislivello totale.». Ecco, dunque, quali sono i consigli di Luca e Nicola.



«Uno dei posti più suggestivi è sicuramente il passo Tambura. Dopo aver attraversato boschi, aver “scalato” montagne, arrivi in un punto panoramico e neanche troppo lontano vedi il mare. All’arrivo mancano circa una ventina di chilometri e in quel momento l’emozione è davvero tanta». Ma c’è di più: «Il lago di Vagli Sotto è davvero uno spettacolo. Da sapere c’è che nel 2021 sarà svuotato e riemergerà il paese “coperto” dall’acqua. Con il paese sarà possibile attraversare anche la reale Via Vandelli». Quindi l’arrivo: «Con tanto di tuffo nel Tirreno ovviamente...». —



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