«Vorrei a Villa Paltrinieri un centro per le famiglie»
Don Carlo Bellini: «Cercheremo i fondi per restaurare un edificio abbandonato Utile un luogo di formazione per affrontare i rapporti di coppia e genitori-figli»
«Un bel regalo alla città». Don Carlo Bellini è il nuovo presidente della Fondazione Opera Pia Antonio Paltrinieri. Il grande tema sul lungo periodo è aprire alla cittadinanza luoghi oggi abbandonati. Spazi attigui alla sede di via Traversa S. Giorgio, nel cuore di Santa Croce.
Un cuore aperto ai carpigiani è il dono nell’animo del presidente. «Mi piacerebbe creare un luogo di formazione per le famiglie - anticipa don Bellini - in cui affrontare temi quali la genitorialità e i rapporti in una coppia. Nel parco si potrebbero svolgere attività e momenti di formazione. Si potrebbero organizzare mostre e interagire a livello educativo. Si potrebbe lavorare sui temi dell’educazione e dell’integrazione culturale». Dall’idea alla realizzazione possono passare anni. Don Bellini confida nel mandato («il consiglio resta in carica cinque anni») la speranza «di arrivare alla fine dell’operazione».
Tema non indifferente è quello delle risorse. «Quale utilizzo migliore - dice - di dedicare a un uso sociale edifici oggi ammalorati vicino a un parco?» Il presidente dovrà approfondire l’idea, definendo eventuali strategie, nel nuovo consiglio di amministrazione. Un consiglio espressione di diverse realtà del territorio. Don Bellini rappresenta la parrocchia Santa Croce e in generale la diocesi di Carpi. Stessi colori per Maria Cleofe Filippi, nuovo ingresso come il sacerdote, e Luigi Soliani (confermato).
Ruggero Canulli, fresco di nomina, e il riconfermato Luigi Zanti sono espressione del Comune. Enrico Contini rappresenterà ancora la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Arianna Agnoletto è il volto nuovo della Consulta del Volontariato. Vocazioni e profili diversi subito chiamati a una sinergia per un tema attuale: l’avvio del nuovo anno scolastico. La Fondazione gestisce infatti le attività della scuola d’infanzia paritaria Matilde Capello.
«Puntiamo a ripartire a pieno regime - garantisce don Bellini - sperando in regole chiare. Come consiglio, abbiamo un rapporto sinergico con le famiglie. Promuoviamo l’asilo non come luogo in cui appoggiare i bambini, ma in cui dare un supporto alle famiglie». Nell’incontro dello scorso 7 luglio con i genitori è stata ribadita l'intenzione di «riprendere regolarmente, pur nel rispetto di tutte le prescrizioni e cautele che la situazione ci richiederà».
Parallelamente, il consiglio ha indirizzato una lettera al personale. «Avremo gli accessi contingentati, come per i centri estivi, ma non sarà particolarmente complicato - sottolinea don Bellini - perché nelle lezioni normali ci sono venti bambini, nei centri estivi cinque-sei. Il vero problema sarà relativo agli insegnanti. Nei centri estivi, il rapporto educatore-bambini è di uno a cinque. Normalmente nelle classi è di uno a venticinque. Così per cinquanta bambini servono dieci insegnanti».
Andranno così bilanciati due aspetti: l’organizzazione in sicurezza e le risorse economiche.
«Il nostro obiettivo è garantire la crescita dei bambini in armonia con le famiglie», ribadisce don Bellini. Giovanissimi che rappresentano «quelli che hanno sofferto di più» nei mesi del lockdown. Il sacerdote analizza che «molti bambini si sono accorti di qualcosa di strano. Tutti erano in casa e qualche genitore ha fatto percepire un’inquietudine. Quando si ricomincerà con la scuola, sarà così come un nuovo inizio». —
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