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Bortolamasi: «Per la cultura regia pubblica» Mezzetti: «Non vengo per fare politica»

stefano luppi
Bortolamasi: «Per la cultura regia pubblica» Mezzetti: «Non vengo per fare politica»

Dibattito in città sul ruolo della Fondazione che oggi governa tutte le scelte, tra incarichi e finanziamenti 

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LA POLEMICA

stefano luppi

È risaputo che chi entra papa in Conclave, ne esce cardinale. È andata così anche nella vicenda Massimo Mezzetti, l’ex assessore regionale alla cultura che dovrebbe arrivare a Modena con un ruolo nella Fondazione Modena Arti Visive. La proposta era infatti di nominarlo amministratore delegato, con il compito di definire strategie e progetti e invece ben che vada per ora Mezzetti sarà un “consulente” dell’ente che riunisce le ex Galleria Civica, Fondazione Fotografia e Museo della Figurina. Fmav nella quale ci sono già tre responsabili di area cui si aggiungerà un consulente per i progetti. In una città dove già la privata Fondazione di Modena governa a tutti gli effetti i processi culturali, tra fare e disfare.

Mezzetti ricostruisce la vicenda dal suo punto di vista e smentisce di volere usare la cultura come trampolino di lancio per un futuro ruolo (di nuovo) politico: «Ho letto - spiega l’ex assessore regionale - ricostruzioni che, almeno per quello che mi riguarda, sono prive di qualunque fondamento. Mi sono congedato da qualche anno dalla politica attiva e dai partiti proprio perché ho maturato un'idiosincrasia verso certe logiche e certi intrighi che evidentemente, però, continuano a perseguitarmi anche quando ne voglio rimanere estraneo. Non so da chi sia ispirata una tale lettura ma so che chi pensa male, vive male e agisce altrettanto male. Per quello che mi riguarda io ho dato due mesi fa la mia disponibilità al sindaco Muzzarelli che mi invitò nel suo ufficio a metà maggio, alla presenza dell'assessore Bortolamasi e del capo di gabinetto Giulio Guerzoni, per avanzarmi la proposta di un coinvolgimento nelle strategie di politica culturale della città. Ringraziai e accettai. Così come ringrazio il presidente Fmav Gino Lugli, il presidente di Fondazione Paolo Cavicchioli e Bortolamasi per avermi recentemente reiterato una proposta di rilievo all'interno di Fmav accogliendo anche, immagino, l'invito sottoscritto in questo senso da una parte significativa del mondo dell'arte modenese nelle scorse settimane». Mezzetti poi racconta che le carte si sono imbrigliate: «Da quel che so il cda di Fmav ha formulato una proposta diversa da quella che mi era stata avanzata. Adesso sono in vacanza per qualche giorno. Quando tornerò approfondirò con il presidente Lugli il perimetro dell’eventuale incarico che mi riservo di accettare alla luce delle valutazioni successive. Però ribadisco, il mio unico interesse è al momento lavorare in ciò che più mi appassiona, il campo della cultura». Mezzetti non lo dice, ma durante lo stesso cda due consiglieri di amministrazione avrebbero appunto cambiato parere sul ruolo dell’ex assessore dentro l’ente.

Bortolamasi prova a fare il pompiere: «Se dovessi indicare tre parole, per il futuro del comparto culturale in città, userei: condivisione-coordinamento-cooperazione. Condivisone, perché insieme agli altri attori del sistema culturale della città, dobbiamo definire su quali assi sviluppare la produzione e il consumo, culturale. Coordinamento: perché abbiamo bisogno sempre più di dotarci di un calendario unico, che eviti doppioni e che permetta di creare circuito virtuosi: faccio l’esempio, delle mostre in circuito la scorsa primavera (stoppate dal Covid che riprenderemo nei prossimi mesi), mentre cooperazione significa la capacità che i diversi soggetti, devono avere di mettersi in rete, sviluppando e condividendo esperienze e competenze, che in città non mancano. Su questo, non può che farmi piacere avviare un confronto con il nuovo direttore di Ago, Daniele Francesconi e, appena si sarà insediato, una figura come Massimo Mezzetti che andrà a rafforzare l’infrastruttura culturale della città, peraltro in Fmav, che ritengo sempre più strategico per lo sviluppo culturale della città». E, infine, non si sente commissariato dai nuovi incarichi a Francesconi e Mezzetti: « Come ho detto diverse volte, vado controcorrente: serve sempre di più una regia pubblica, un ruolo di guida da parte dell’assessorato ben sapendo che i limiti, in materia di cultura nei quali i Comuni si muovono sono evidenti, sia in termini di bilancio che in termini di personale. Proprio per questo però rifiuto l’idea di una Fondazione bancomat o supplente, ma serve che ci sia un dialogo, nel rispetto del ruoli, alla pari». —



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