Gazzetta di Modena

Modena

finale 

Il sindaco Palazzi toglie quattro deleghe all’assessore Paganelli

Francesco Dondi

«Presa quella al Personale perché dobbiamo accelerare sul fronte lavori pubblici». Ma dietro c’è uno scontro politico

3 MINUTI DI LETTURA





FINALE

Non si sono mai troppo piaciuti, ma per il bene dell’amministrazione hanno sempre tentato di tenere separati il feeling personale dall’unità di intenti politica. Negli ultimi giorni però la situazione è precipitata altrimenti non si spiegherebbe il decreto del sindaco Sandro Palazzi che toglie numerose deleghe all’assessore Fernanda Paganelli e le arroga a se stesso. E nella triangolazione entra anche un altro assessore, Beatrice Ferrarini, che dal sindaco riceve l’Urbanistica.

Il cambio di impostazione è avvenuto giovedì pomeriggio, in occasione dell’ultima Giunta a cui l’assessore Paganelli non era presente. Palazzi ha comunicato la revoca di Risorse umane, Servizi demografici, Urp e Protocollo che assume ad interim. «Una rivisitazione anche al fine di consentire un più efficace coordinamento e rendere più celere e spedito l’andamento dell’attività amministrativa…» si legge nelle motivazioni inserite nel decreto. Ma Paganelli, al momento, rimarrà in Giunta visto che le restano in carico i Servizi cimiteriali (tema sul quale è stata molto critica nei mesi passati a causa della scarsa manutenzione) e la Polizia locale.

«Ho deciso di prendere in carico il Personale – spiega il sindaco Palazzi – perché abbiamo bisogno di accelerare su quel fronte. È stato elaborato un piano di assunzioni che va perseguito per il bene della collettività». Palazzi fa ovviamente riferimento al tema dei cantonieri, nervo scoperto dopo la drastica riduzione di addetti ormai prossimi alla pensione. Alcuni di loro, pur essendo già a casa per smaltire le decine e decine giornate di ferie mai godute negli anni passati, sono ancora in carico al Comune, il quale non è nelle condizioni burocratiche per sostituirli. E le ripercussioni sono evidenti: manca la forza lavoro per le benché minime manutenzioni, esponendo così l’ufficio Lavori pubblici ad uno stress di richieste che non riesce ad esaudire. A cascata la mancanza di personale ricade sulla parte politica, subissata di critiche proprio per la mancanza di forze utili ad espletare le incombenze quotidiane.

Palazzi spera quindi, facendo leva sulla propria qualità di sindaco, di accelerare il piano assunzioni e ha, quindi, scelto di togliere le deleghe a Paganelli, aprendo un potenziale fronte di scontro politico. Non c’è alcuna strategia di toglierle visibilità semmai l’assessore pensasse di candidarsi a sindaco – teoria surreale visto che non è attraverso il Personale che semmai si conquista consenso – e non sta in piedi neppure la tensione tra Paganelli e due dipendenti, già sanzionate per le famose offese social di un anno fa. Quanto accaduto nelle ultime 24 ore – con il decreto notificato al domicilio dell’assessore senza una telefonata di accompagnamento – certifica invece un rapporto mai decollato e che rischia di precipitare sulla qualità e l’efficienza dei Lavori pubblici, ufficio che dall’operazione Aemilia del 2015 in poi non sembra avere pace. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google